Gli angolani danno l’addio a Giansante

28 Aprile 2016

SANT’ANGELO. C’erano parenti, amici, conoscenti, semplici concittadini al funerale dell’ex sindaco di Città Sant’Angelo, Vittorio Giansante. La chiesa di San Francesco è stata riempita da tantissime...

SANT’ANGELO. C’erano parenti, amici, conoscenti, semplici concittadini al funerale dell’ex sindaco di Città Sant’Angelo, Vittorio Giansante. La chiesa di San Francesco è stata riempita da tantissime persone che lo hanno stimato e conosciuto sia come politico che come uomo. Giansante, deceduto all’ospedale di Pescara per una grave patologia cardiaca all’età di 75 anni, lascia la moglie Agnese, e i figli Marco, ingegnere negli Stati Uniti, e Carlo, ricercatore universitario. Il rito funebre, celebrato dal parroco don Camillo Lauria, insieme al parroco della Madonna dei Sette Dolori di Pescara, don Vincenzo Di Marcoberardino, amico di famiglia, è stato molto commosso e sentito. Grande compostezza da parte dei parenti che hanno percepito l’affetto di tutti i presenti.

Il cordoglio per la scomparsa di Giansante è arrivato da tutti i maggiori esponenti della sinistra e dell’ex Pci. Il sindaco Pd Gabriele Florindi così lo ricorda: «Una persona di ineccepibili doti morali, per me un amico, anche dagli avversari c’era massimo rispetto e voglia di confronto».

Uomo e politico molto stimato in città, fu coinvolto negli anni ’90 in un’inchiesta giudiziaria – terminata con l’assoluzione e la limpida formula del fatto non sussiste – che spazzò via l’intera giunta, quando era vicesindaco. L’indagine partì da presunte irregolarità nei procedimenti autorizzatori e di realizzazione dei centri commerciali. Una vicenda che, nonostante sia terminata bene, a detta di chi lo conosceva da vicino segnò molto Giansante, anche da un punto di vista fisico.

Evelina Frisa

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