«Gli anni alla “Giardini”: che ricordi in quelle aule»

Via Caselli, proseguono i lavori per l’abbattimento dello storico edificio cittadino Tra i tanti ex alunni, anche il sindaco Petrucci: «È un pezzo di storia che sparisce»
PENNE. Colonna dopo colonna, mattone dopo mattone, la scuola Mario Giardini di Penne sta venendo giù. L’abbattimento procede senza intoppi, mentre i pennesi assistono con curiosità e un pizzico di malinconia. Costruito a fine anni ’50, l'edificio scolastico di via Caselli ha visto crescere generazioni e generazioni di ragazzini. Molti dei piccoli alunni che si sono seduti su quei banchi oggi sono adulti con una carriera avviata.
«Sono stato anch'io un alunno della Giardini e ho vissuto cinque anni stupendi con la maestra Ersilia Di Federico: ho ricordi indelebili, unici, trascorsi con i miei compagni», racconta il sindaco di Penne, Gilberto Petrucci. «I miei genitori mi accompagnavano ogni mattina prima di andare a lavoro, abitavo in periferia, e prima di entrare a scuola, mi compravano la bomba nella pasticceria Franco, che oggi non c’è più, un appuntamento fisso. Sabato, prima dell’inizio dell’abbattimento della scuola, ho fatto l’ultima passeggiata dentro. L’ho fatta da sindaco, dopo 30 anni. Le aule e gli spazi erano sempre gli stessi. Sono uscito triste, e pochi minuti dopo ho guardato il capo-cantiere e ho dato l’avvio ai lavori. Un pezzo della storia della città sparisce. In compenso», conclude il sindaco, «ci sarà una scuola nuova, sicura, digitale e accogliente: sarà il futuro di Penne».
C’è anche chi in quella scuola ha lavorato una vita dedicandogli tempo e passione. «La Mario Giardini è stata la mia seconda casa. Ci ho trascorso 42 anni della mia vita lavorativa, che adoro e che è diventata parte di me: sentimenti, emozioni, esperienze e ricordi indelebili. Tanta dedizione», ricorda Valeria Di Luca, entrata alla Giardini nell’anno scolastico 1977/78 come assistente amministrativo. «È stata una vera famiglia allargata: i dirigenti, i docenti. A quella che sarà la nuova Mario Giardini, si proietti il mio sguardo di infinito ed ineguagliabile amore», conclude commossa Di Luca. Tanti anche gli ex alunni che oggi ricordano con emozione i tempi che furono. «La bidella veniva con una busta di carta: dentro c’era la pizzetta, me la portava mio nonno quando si faceva tardi la mattina e papà era a lavoro», ricorda Irene Cocchini, oggi docente del Liceo Luca da Penne Mario Dei Fiori. La scuola Mario Giardini è chiusa da oltre 6 anni, da quando l’allora sindaco Mario Semproni, firmò un’ordinanza di sgombero. Oggi, in attesa che la scuola venga demolita e ricostruita, l'Istituto comprensivo è stato trasferito nei locali dell'ex convento del Carmine. «La scuola Giardini ha rappresentato un pezzo della storia di Penne», dice l'avvocato Matteo Tresca. «È ancora vivo in me il ricordo di questo edificio: l’ho frequentato dal 1980 al 1985, come mia sorella. E poi i miei nonni hanno insegnato in questa scuola negli anni Settanta e Ottanta. Ricordo ancora la maestra Giancola che in 1ª e 2ª elementare, il sabato, ci faceva imparare una poesia a memoria. E poi il grembiule blu ed i compagni di banco».

