Gli arazzi di Penne saranno esposti a Roma

Le opere in mostra al Museo d’arte contemporanea. Petrucci: vetrina importante per le nostre attività
PENNE. Dal 23 giugno al 3 settembre il Macro, Museo d’arte contemporanea di Roma, ospiterà la mostra “Arazzeria Pennese – la contemporaneità del basso liccio”, a cura di Barbara Martusciello. Saranno esposti gli arazzi di Marco Tirelli, Alberto Di Fabio, Costas Varotsos, Matteo Nasini e Andrea Mastrovito. La mostra, promossa da Roma Capitale, assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo, vedrà esposti gli arazzi tessuti all’interno del laboratorio della riserva naturale regionale Lago di Penne, oasi del Wwf Italia. Nel 2014, la riserva diretta da Fernando Di Fabrizio, insieme a Brioni, alla Fondazione Penne Musei e Archivi, al Gal Terre Pescaresi e alle cooperative Cogecstre e Alisei, ha riaperto una delle rarissime manifatture di arazzeria attive in Italia e l’unica a utilizzare la tecnica del basso liccio.
«Si tratta di una vetrina importate per l’arazzeria pennese», dice l’assessore comunale alle Attività produttive, Gilberto Petrucci, «dopo il riconoscimento di Penne Città degli Arazzi, grazie a una legge regionale, puntiamo a promuovere il nostro artigianato artistico».
Fondata nel 1965 e attiva fino al 1998, l’Arazzeria Pennese rappresenta un’eccellenza dell’artigianato artistico. Il nuovo percorso dell’Arazzeria è iniziato nel 2014 con le più giovani tessitrici dell’Arazzeria storica, Erminia Di Teodoro e Lolita Vellante, entrambe di Penne e con esperienza trentennale nella tessitura degli arazzi. Il laboratorio, diretto da Laura Cutilli, ha istituito rapporti con Tirelli, Di Fabio, Varotsos, Nasini e Mastrovito, i quali hanno realizzato i bozzetti che sono stati poi tradotti – grazie alla maestria del professor Mario Costantini – in cartoni per gli arazzi. In mostra, si potranno ammirare alcuni grandi arazzi di Giacomo Balla e Afro, parte dell’arazzeria storica, e la nuova produzione contemporanea costituita da due arazzi ciascuno di Alberto Di Fabio, Matteo Nasini, Marco Tirelli, Costas Varotsos.
Francesco Bellante
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