Gli architetti lanciano un concorso di idee per il futuro del Cofa

Seminario all’Urban center con professionisti e costruttori Zazzara: Comune silente, i progetti sono vecchi di 30 anni
PESCARA. Serve un modo nuovo di pensare la città, che valorizzi in chiave innovativa le richieste di chi, nella città, vive e lavora. E servono decisioni rapide e trasparenti, che facciano uscire Pescara dall'impasse in cui versa ormai da decenni. È il messaggio partito ieri mattina all'Urban Center nel corso del seminario "parteciPE/RiUso 2015", promosso dall'Ordine degli architetti di Pescara, che ha visto la partecipazione di professionisti, istituzioni, costruttori e ambientalisti. Assente il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, a fare gli onori di casa è stata Laura Antosa, presidente dell'Ordine, che ha coordinato i lavori.
Nel suo saluto iniziale, il sindaco Marco Alessandrini ha annunciato le linee di sviluppo della città che la sua amministrazione intende portare avanti: «Pescara dovrà essere una città attrattiva, creativa, inclusiva e sportiva. Su questi punti, dopo aver intrapreso un percorso con la facoltà di Architettura, ora sarà la volta di forum con i cittadini e i portatori di interesse». In particolare, l'amministrazione intende sfruttare al meglio le tre occasioni di trasformazione urbana: le aree di risulta, l'ex Fea e l'ex Cofa.
«Stiamo già lavorando in silenzio e presto annunceremo i risultati di questo lavoro», ha aggiunto Alessandrini, preannunciando una rimodulazione della disposizione di parcheggi, verde e polo culturale nelle aree di risulta, un possibile museo di arte contemporanea nell'ex Fea, coinvolgendo l'artista Ettore Spalletti, e l'idea di un parco tematico per bambini nell'ex Cofa.
In merito a quest'area, Antosa ha annunciato un concorso di progettazione bandito dall'Ordine degli architetti di Pescara insieme al consiglio nazionale dell'Ordine degli architetti «per colmare», ha detto la presidente, «un vuoto e permettere una progettazione partecipata di un'area così importante della nostra città». La proposta è stata subito sposata dalla commissione spazio pubblico dell'Inu (Istituto nazionale di urbanistica) e accolta con favore dai partner dell'Urban Center.
Poi, una tavola rotonda molto intensa. Per il professor Lucio Zazzara, dell'università D'Annunzio, c'è una forbice tra «l'entusiasmo dell'amministrazione per gli accordi con la facoltà di Architettura e i silenzi di Palazzo di città sulle prossime mosse. Nel frattempo, però, si continua a ragionare su progetti vecchi di trent'anni».
Il sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo, Mario Mazzocca, ha ribadito l'interesse dell'ente per «una proposta di legge sul contenimento e il consumo di suolo e la rigenerazione urbana».
Marco Sciarra, presidente di Ance Pescara, ha ribadito che «l'assenza di decisioni fa male a tutti, specie a chi come i costruttori deve investire denaro. Per questo, servirebbe anche una leva fiscale per favorire il rilancio del settore». Pasquale Felicetti, tesoriere del consiglio nazionale degli Architetti, ha concluso ribadendo «il ruolo dei professionisti nel rilancio della città e la necessità di decisioni trasparenti, a tutto vantaggio della collettività».

