Gli armatori chiedono risposte alla Regione

7 Febbraio 2019

PESCARA. «Che futuro ci aspetta? Che ne sarà del porto e di che morte dobbiamo morire?». Sono preoccupati gli armatori pescaresi che ieri hanno incontrato il vice ministro Edoardo Rixi, dopo il...

PESCARA. «Che futuro ci aspetta? Che ne sarà del porto e di che morte dobbiamo morire?». Sono preoccupati gli armatori pescaresi che ieri hanno incontrato il vice ministro Edoardo Rixi, dopo il vertice in Capitaneria di porto, e sono stati aggiornati sulla situazione del porto e sugli obiettivi che il ministero intende raggiungere. Sperano che quella di ieri possa essere una ripartenza, «un giro di boa» per vedere ripartire il porto di Pescara.
«Ma ci sarebbe piaciuto avere delle risposte direttamente dai rappresentanti della Regione, che non hanno partecipato all’incontro in Capitaneria», dice il rappresentante dell’associazione Armatori Francesco Scordella. «Vorremmo sapere, ad esempio, come mai ci sono dei continui rinvii sul progetto del porto, dal mese di ottobre. Sembra essersi fermato tutto su quest’opera, non si sa quando cominceranno i lavori e mi chiedo se sia normale che non ci sia ancora la gara di appalto». Su questo gli armatori vorrebbero delle risposte, «a prescindere dai colori politici, che non ci interessano: chi ricopre determinati ruoli ha delle responsabilità».
È pesante il giudizio sul taglio della diga foranea: «Ha peggiorato la situazione, provocando l’insabbiamento del porto. E dopo l’apertura della diga, con tanto di foto ricordo da parte dell’ex presidente della Regione Luciano D’Alfonso, si è fermato tutto, i lavori non sono più partiti». Altra questione: il dragaggio. Il 10 gennaio, durante un altro tavolo di lavoro, convocato dal prefetto e al quale aveva partecipato anche il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, era stato assicurato che «in dieci giorni» sarebbe stato promosso un intervento di dragaggio della canaletta di ingresso e di uscita, inaccessibile a causa dell’insabbiamento provocato dalle mareggiate. Da allora «è passato un mese», fa notare Scordella, e i lavori non sono stati eseguiti. Stanno per cominciare, è stato annunciato ieri in Capitaneria: la draga è già in porto, dopo l’affidamento da parte della Autorità di sistema portuale, ma sarà solo un «intervento palliativo per ripristinare un minimo di funzionalità» come ha detto lo stesso Rixi. In queste condizioni si deve fare in modo che i pescherecci tornino a muoversi in sicurezza all’interno del porto visto che il mese scorso sono rimasti incagliati e anche l’altra notte hanno incontrato delle difficoltà, toccando i fondali. «Siamo stanchi del rimpallo di responsabilità tra Autorità di sistema portuale e Regione», conclude Scordella parlando delle «lacune che ci sono state sicuramente anche da parte dello Stato e del Provveditorato».
Al faccia a faccia tra Rixi e la marineria c’era anche Luca De Renzis, candidato alla Regione Abruzzo della Lega che ha voluto esserci «per analizzare in prima persona la situazione». (f.bu.)
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