Gli atleti paralimpici si raccontano ai ragazzi

18 Aprile 2015

FRANCAVILLA. Bandierine tricolori e studenti in festa, a Francavilla, per la Nazionale italiana di ciclismo paralimpico. Gli azzurri hanno lasciato ieri il ritiro abruzzese dopo aver soggiornato per...

FRANCAVILLA. Bandierine tricolori e studenti in festa, a Francavilla, per la Nazionale italiana di ciclismo paralimpico. Gli azzurri hanno lasciato ieri il ritiro abruzzese dopo aver soggiornato per qualche giorno in città.

L’iniziativa è stata promossa e organizzata, per il secondo anno consecutivo, dal campione italiano di ciclismo paralimpico su strada, Pierpaolo Addesi, di Torrevecchia Teatina, e dal suo Team Addesi cycling, con Go Fast Team di Roseto e il patrocinio del Comune di Francavilla. Nei giorni scorsi, gli atleti, in bici e handbike, hanno raggiunto il Palasport dove sono stati accolti da circa 300 ragazzi delle scuole medie. «Un appuntamento che speriamo di ripetere nei prossimi anni» è l’auspicio espresso dal sindaco, Antonio Luciani. Una squadra fortissima, quella azzurra, che stravince nelle competizioni internazionali.

«Una squadra coesa, dai volti noti» ha detto il ct della Nazionale, Mario Valentini, ai giovanissimi spettatori, «con i fratelli Luca e Ivano Pizzi, di Lanciano, campioni del mondo e oro alle Olimpiadi nel tandem, ma anche con tante nuove leve, che hanno voglia di dimostrare il proprio valore».

Diversi i ciclisti che, incalzati dalle domande dei ragazzi, hanno raccontato parte della propria esperienza di vita. Un tuffo al mare tra gli scogli che si trasforma in infortunio e in disabilità permanente, com’è accaduto a Luca Mazzone.

Una bimba di 18 mesi che viene travolta da un'auto e la cui vita «diventa tutta in salita. È stata dura, ma sono felice», ha detto la campionessa Francesca Forcellato, ribattezzata “la rossa volante”. Un motociclista professionista che «per propria imprudenza si fa male sul serio e deve ricominciare tra pianti e forza di volontà», come ha riferito Igor Pieragostini. «Non osate troppo, la vita è preziosa, tenetevela ben stretta. E non fate mai lo sbaglio di pensare, affrontando un rischio: “Tanto non può succedere a me”, perché non è vero».

«Un messaggio importante per i ragazzi» ha osservato Addesi, cinque volte campione italiano, «affinché lo sport sia anche lezione di vita».

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