Gli avvocati: «Rispettate il loro dolore»

21 Maggio 2022

Il messaggio dei legali dei genitori del bimbo: in questo momento non pensano al perdono

L’AQUILA. «Chiediamo rispetto per i genitori di Tommaso da un certo stalkeraggio mediatico».
È l’appello degli avvocati Tommaso Colella e Katiuscia Romano, che assistono Patrizio D’Agostino e Alessia Angelone, i genitori del piccolo Tommaso, il bimbo di 4 anni rimasto ucciso nell’incidente avvenuto mercoledì pomeriggio all’asilo “Primo maggio” dell’Aquila.
Ieri mattina i legali del Foro dell’Aquila ha indetto una conferenza stampa nel loro studio di via Tre Marie, in pieno centro. «Siamo in una fase delle indagini preliminari coperta dal segreto istruttorio», ha esordito l’avvocato Colella, «quindi la preghiera che rivolgiamo alla stampa è di capire che ci troviamo nell’impossibilità di riferire elementi sensibili rispetto allo svolgimento delle indagini». Accertamenti sono stati già eseguiti sul corpo del bambino, mentre altri dovranno svolgersi in ordine alla dinamica e allo stato dei luoghi prima e dopo l’incidente. «Una preghiera la nostra», sottolinea Colella, «al fine di evitare che i genitori possano soffrire ulteriormente rispetto al dramma che stanno vivendo per la perdita del loro unico bambino. Ipotizzare che possano interagire non credo gli si possa chiedere. Non è solo un’esigenza tecnica, ma anche una necessità morale e umana. Si tratta di un fatto particolare nel quale tutti sono vittime dell’evento, non solo chi ha subito il danno più grave. Tutte le persone che si trovavano in quell’area hanno dei figli che frequentano quell’asilo, sono tutte danneggiate dal fatto e vivono male queste ore. Non c’è da colpevolizzare nessuna condotta. C’è solo da fare uno sforzo di capire quello che è successo e accettare il fatto che le persone coinvolte, in primis i cinque bambini feriti che si trovano negli ospedali, sono tutti vittime di questa circostanza. Si tratta di un evento», conclude l’avvocato Colella, «che nessuno avrebbe voluto si verificasse».
«I genitori potete immaginare in quali condizioni siano», ha aggiunto la collega Katiuscia Romano, «ricevere comportamenti di stalkeraggio anche nei confronti di amici e parenti li sta mettendo in seria difficoltà, per questo ci hanno chiesto di fare alcune precisazioni. Ora hanno solo bisogno di poter vivere, nel rispetto, il loro dolore. Vi invito a collaborare: evitate di contattarli, noi siamo a disposizione per fare da filtro. In questo momento c’è da capire quali siano le condizioni psicologiche dei genitori», ha ribadito l’avvocato, «è stata una fatalità, una tragedia che vede coinvolte tante famiglie e un’intera comunità è sconvolta». L’avvocato Romano conosce bene mamma Alessia e papà Patrizio e conosceva bene il piccolo Tommaso. «In questo momento non stanno pensando al perdono. Molte delle notizie scritte e riportate non corrispondono esattamente a quello che è stato. Insomma la famiglia chiede rispetto», ha concluso.
I due legali hanno anche precisato di non aver nominato, al momento, dei consulenti di parte perché confidano nel lavoro della procura e in quello dei periti incaricati degli accertamenti irripetibili. (f.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.