Gli edifici popolari cambiano volto: lavori per 18 milioni

30 Dicembre 2022

I cantieri a Borgo Marino sud, via Rubicone e via Alcione Gli edifici saranno riqualificati, nuovi spazi per i residenti

PESCARA. Il 2023 sarà l’anno dei lavori per l’Ater di Pescara. Parte «il grande piano per la sicurezza sismica» che comprende interventi per oltre 18 milioni di euro, finanziati con i fondi del Pnrr, in città e in provincia. I lavori sono stati già aggiudicati, nonostante «il termine ultimo sia fissato a marzo», e i cantieri partiranno «attorno ai primi di febbraio». Aver anticipato i tempi, poi, ha consentito di ottenere «una premialità del 10% sulle risorse stanziate». È con «grande soddisfazione» che il presidente dell’Ater Mario Lattanzio e il direttore Gianni D’Addazio danno l’annuncio degli interventi relativi a questo «primo stanziamento» di cui 11 milioni e 816 mila euro circa su Pescara e 6 milioni e 800mila in provincia.
In città i progetti riguardano il recupero e la riqualificazione degli edifici (stabile 1 e stabile 2) del complesso di Borgo Marino sud (4.718.773,82 euro) e del fabbricato di via Rubicone dal civico 2 al 26, nel quartiere San Donato (5 milioni 897mila euro), mentre per il fabbricato di via Alcione (un milione e 200mila euro) è prevista la ristrutturazione edilizia: in tutto, 123 alloggi. Le strutture saranno «adeguate alla normativa» e si procederà alla «riqualificazione energetica degli edifici e degli impianti e all’abbattimento delle barriere architettoniche».
In via Rubicone saranno «riorganizzati degli spazi condominiali a piano terra, con l’inserimento di nuove funzioni di servizio». In via Alcione, invece, oltre «alla messa in sicurezza, è previsto l’aumento degli appartamenti, con tre unità in più, e ci sarà una riorganizzazione degli spazi interni, con l’inserimento di nuovi funzioni di servizio».
In provincia, invece, gli interventi saranno effettuati a Popoli, in via dei Tigli 17-19, e a Città Sant’Angelo, in via Alzano 10 e 12, in via Iovine 1, 3 e 5, e via Iannucci 1. Il progetto mira al miglioramento sismico, all’efficientamento energetico e all’abbattimento delle barriere architettoniche. L’obiettivo dell’Ater è quello di «migliorare la qualità delle abitazioni esistenti e aumentare l’offerta non solo abitativa, ma anche dei servizi complementari agli alloggi, con la realizzazione di luoghi intermedi tra le abitazioni e lo spazio esterno». Una necessità emersa «dalle recenti restrizioni imposte dalle misure dell’emergenza sanitaria, che hanno modificato il nostro stile di vita», dicono dall’Ater. Non si pensa più ai fabbricati «come “semplici” edifici ma villaggi caratterizzati da luoghi di socializzazione, svago e lavoro posizionati tra le abitazioni e lo spazio pubblico esterno: edifici intesi sia come comunità, sia come luogo fisico, per dar vita a nuove comunità». Si pensa, ad esempio, che potranno essere attivati, nei locali che si andranno a creare, «biblioteche e spazi per i bambini, ma anche spazi aperti a disposizione dei residenti e dei cittadini, con una rivisitazione perfino dei ballatoi, che diventano punti di sosta», rivedendo quindi tutti quei concetti mai emersi fino alla pandemia.
«Il nostro lavoro», commenta Lattanzio, «mira a ridare dignità ad inquilini che per troppo tempo hanno dovuto convivere con disagi e problemi. È la prima volta che un ente gestore dell’edilizia pubblica riesce a riqualificare interi quartieri, diventano volano di rinascita di zone abbandonate». (f.bu.)