Gli esperti: la riapertura totale porterebbe effetti devastanti

PESCARA . Se l’Italia riaprisse tutto subito, gli effetti sarebbero devastanti. Se si tornasse ora alla normalità, il picco dei contagi sarebbe raggiunto l’8 giugno e si considera che la previsione...
PESCARA . Se l’Italia riaprisse tutto subito, gli effetti sarebbero devastanti. Se si tornasse ora alla normalità, il picco dei contagi sarebbe raggiunto l’8 giugno e si considera che la previsione dei posti necessari in terapia intensiva per quella data sarebbe superiore ai 151mila, a fronte dei circa 10mila letti di cui il sistema sanitario nazionale dispone. Il totale dei malati che necessiterebbero di cure in reparti intensivi sfiorerebbe i 430mila entro la fine dell’anno. Questo quanto prevede il report del Comitato tecnico scientifico in base al quale il governo ha assunto le decisioni per la fase 2.
Secondo gli esperti, riaprire subito bar, ristoranti e scuole e riattivare la vita sociale di prima porterebbe a uno scenario apocalittico. Questo perché l’R con zero, il parametro che indica il tasso di diffusione dei contagi, schizzerebbe a 2,25, cioè vuol dire che ogni persona con Covid-19 ne contagerebbe più di due. Il parametro, secondo gli esperti, deve essere inferiore a uno. Il report del Comitato prevede 92 simulazioni di riapertura e indica la strada da seguire per evitare nuovi picchi.
«Il modello», dicono gli esperti, «evidenzia come sia ipotizzabile attivare i seguenti settori Ateco a patto che vengano adottate tutte le misure di distanziamento sociale e di igiene personale ed ambientale: settore manifatturiero, settore edilizio, settore commercio correlato alle precedenti attività e con, in fase iniziale, l’esclusione delle situazioni che generano forme di aggregazioni (ad esempio mercati e centri commerciali), e trasporto locale correlato a queste attività». Una strada, che poi è stata quella scelta dal governo nell’ultimo Dpcm, che secondo le previsioni prevederebbe un R con zero 0 di 0,69 (ogni persona infettata ne contagia in media meno di una), e un numero di ricoveri in terapia intensiva che dal 4 maggio è destinato a diminuire.
«Essendo le stime attuali di R0 comprese nel range di valori tra R0=0.5 e R0=0.7», scrivono gli esperti, «ed essendo evidente dalle simulazioni che se R0 fosse anche di poco superiore a 1 (ad esempio nel range 1.05-1.25) l’impatto sul sistema sanitario sarebbe notevole, è evidente che lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto».
Da qui la scelta di non riaprire le attività di bar e ristorazione, che nei modelli previsionali farebbero schizzare R0 sopra l’uno, perché aumenterebbero i contatti sociali. E da qui anche la scelta di non riaprire le scuole che, scrivono gli esperti, «innescherebbero una nuova e rapida crescita dell’epidemia di Covid-19.
In particolare, la sola riapertura delle scuole potrebbe portare allo sforamento del numero di posti letto in terapia intensiva attualmente disponibili a livello nazionale».

