Gli ex del Classico si ritrovano a cena: in 170 da tutt’Italia

L’evento in programma venerdì organizzato dall’associazione “Alunni del liceo D’Annunzio” per raccogliere nuove adesioni
PESCARA.
Si sono messi insieme nel 2015 con l’obiettivo di tenere insieme, attraverso eventi e iniziative, le generazioni di studenti che si sono succedute sui banchi dello storico liceo classico D’Annunzio. Non con spirito nostalgico, ma con la voglia di portare avanti un’idea di classicità che nonostante i tempi è ancora declinabile.
È così che nasce l’associazione “Alumni del liceo classico D’Annunzio” che venerdì si trova a contarsi ufficialmente per la prima volta nella cena evento organizzata dal presidente Francesco Checco Mancini con gli altri soci fondatori quali l’ex preside Claudio Palma, Lorenzo Morelli, Marco Presutti, Marzio Maria Cimini e una decina di altri promotori.
Il tema della cena in programma al ristorante dello stabilimento Alcyone è «Le classi del classico» e sono già 170 gli ex alunni che, da ogni parte d’Italia hannod ato la propria adesione. Medici, avvocati, giudici, politici, insegnanti disposti a partecipare in prima persona all’animazione della serata. «Ci saranno tante sorprese», anticipa il presidente Mancini, «tra gli ex alunni ci sarà chi balla, chi suona, chi recita: tutta roba fatta in casa, animazione a chilometri zero». Una formula che rispecchia l’obiettivo dell’associazione stessa, fondata proprio per mantenere vivo il concetto di classicità ritrovandosi tra persone che hanno percorso e condiviso un pezzo di strada insieme.
Fedele all’obiettivo statutario di tenere insieme le varie generazioni, è anche il docu-film che l’associazione sta realizzando con le testimonianze degli ex alunni che hanno vissuto la guerra e i bombardamenti perché, come sottolinea Mancini, «la storia del liceo Classico è anche la storia della città. Dopo i bombardamenti», va avanti il presidente dell’associazione, «Pescara fu abbandonata e la prima cosa che risorse fu proprio il liceo Classico che durante la guerra aveva ospitato i tedeschi e gli indiani. In una delle testimonianze c’è la professoressa Albbertini che ricoprda quando rientrò a scuola dopo lo sfollamento e vedendo come era ridotto il liceo si mise a piangere». Parte da qui, da concetti concreti e umani, l’idea di classicità che gli ex alunni del Classico riproporranno venerdì a quanti più “ex” vorranno aderire. (s.d.l.)
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