Gli hotel: ospiteremo i casi in isolamento ma servono garanzie

22 Aprile 2020

«Occorre una convenzione con la Asl e la Protezione civile» «Difficile mettere in pratica le precauzioni anti-contagio»

PESCARA. Usare gli hotel per ospitare chi è costretto a stare in isolamento. L'idea, lanciata dal sindaco Carlo Masci, fa riflettere gli albergatori locali mentre l'hotel Plaza ha già aperto i battenti per alcune ospiti di una casa di riposo.
Il titolare, Emilio Schirato, rappresentante di Federalberghi, non ha esitato a mettere subito a disposizione la struttura ed è «una bella soddisfazione» vedere che l'ospitalità sta funzionando. Ma come sarà la fase 2? Con «un ospite per ogni camera (e la disinfezione a ogni check out), la riduzione dei tavoli nella sala ristorante e l'eliminazione del buffet per garantire il distanziamento sociale. E poi dispositivi di protezione per i dipendenti, liquido igienizzante per i clienti e una sola persona alla reception. Ma il problema non è essere pronti, bensì non sapere quando si ricomincerà a viaggiare. L'estate è già compromessa».
«L'ideale», dice Cecilia Rubaudo dal Regent, «sarebbe attivare in Abruzzo le procedure seguite in altre regioni, dove le strutture alberghiere hanno assicurato la propria disponibilità ad aprire e garantire ospitalità per l'emergenza ma sulla base di una convenzione tra Protezione civile, Asl e associazioni di categoria. Sarei disponibile ad aderire a una convenzione di questo genere con il Regent, consentendo così al personale dell'hotel di tornare a lavorare, e anche per aprire la struttura a chi vive l'emergenza coronavirus. Ma, per farlo, si dovrebbero destinare tutte le stanze - e non solo una parte - a chi deve stare in isolamento e andrebbe applicato uno schema già adottato altrove per cui Asl e Protezione civile dovrebbero occuparsi della gestione sanitaria e della logistica dei degenti. Ma c'è un aspetto prioritario: prima di attivare un percorso del genere vanno definiti alcuni punti fondamentali per ciò che riguarda le responsabilità, perché dobbiamo sapere che rischi corriamo. E va chiarito come dobbiamo muoverci. Mi chiedo, ad esempio, di quali dispositivi dobbiamo dotare il personale. Per quanto ci riguarda abbiamo sempre fatto la nostra parte, e penso al sisma del 2009, quando abbiamo aperto immediatamente ai terremotati. E la faremmo anche ora». Guardando alla fase 2, il desiderio della titolare del Regent (che dispone di 300 posti letto e all'inizio di marzo ha dovuto chiudere) è di «riaprire e lavorare. Mi sono già attivata per il 2021, temendo che il 2020 sia un anno sostanzialmente perso anche se per l'autunno di quest'anno c'è da sperare nella clientela business».
A Montesilvano Argia Tontodonati, dell'hotel Prestige, ha già dato la disponibilità a «riaprire per accogliere chi deve stare in isolamento» e ha anche ospitato due persone, gratuitamente, che attendevano l'esito del tampone, poi risultato negativo. Guardando al futuro «non c'è ottimismo», dice Tontodonati, perché «è difficile mettere in pratica tutte le precauzioni anti-contagio in una struttura alberghiera e questo aspetto spaventa di più della mancanza di clienti perché andiamo incontro a una situazione completamente nuova. Forse potremo occupare solo una parte dei posti (le camere sono 50), ma alcuni dei costi da sostenere sono fissi, a prescindere dai clienti, e non escludo che si aggiungeranno altre spese». Ma il suggerimento di Masci,d ice Erika Alessandrini, del M5s, non è farina del suo sacco. «Il M5S ha proposto di usare alberghi e strutture ricettive per ospitare personale sanitario e cittadini in isolamento domiciliare già il 2 aprile, durante il consiglio comunale», ricordano i consiglieri pentastellati. «In quella occasione il centrodestra ha denigrato e additato come “infattibile” e “populista” la proposta, approvata coi soli voti della minoranza, per attuare qui ciò che è stato già sperimentato con successo in altri comuni. E oggi possiamo dire che la superbia andò a cavallo e tornò a piedi, per riassumere l'atteggiamento qualunquista della maggioranza. Sono sufficienti convenzioni (gratuite o a prezzi calmierati) con Comune, Asl di Pescara o Protezione civile per attivare una procedura semplice e immediata». Polemico Piero Giampietro (Pd) perché la giunta Masci non ha accolto la proposta di «posticipare l'incasso della tassa di soggiorno almeno a settembre e di non applicarla al personale sanitario che sceglie di andare in hotel e B&B pur di non far correre rischi ai familiari».