Gli hotel preparano le contromisure per riprendere fiato

L'emergenza coronavirus non risparmia nessuno. I suoi effetti drammatici sono palpabili oggi, ma nel settore turistico il domani spaventa ancora di più. La liquidità inesistente dovuta ai mancati...
L'emergenza coronavirus non risparmia nessuno. I suoi effetti drammatici sono palpabili oggi, ma nel settore turistico il domani spaventa ancora di più. La liquidità inesistente dovuta ai mancati incassi mette in difficoltà gli albergatori nell'assolvere alle spese fisse attuali, ma lascia una grande incognita anche per quelle future. Ciò che invocano gli operatori turistici sono misure di tutela e al tempo stesso programmatiche di promozione per riattivare un settore trainante. «Servono poche norme, snelle ed elastiche, che diano risposte e permettano la ripresa di tutto il settore», afferma Adriano Tocco (foto), direttore da 22 anni del Grand Hotel Adriatico a Montesilvano e vice presidente di Federalberghi Pescara. «Le aziende sono in ginocchio, senza incassi e i costi da mantenere. Le disdette cominciano a riguardare anche luglio. Per molti clienti stiamo prospettando dei voucher da sfruttare entro un anno, anche cedibili. Ma quello che conta è fornire direttive chiare, perché al momento il contesto è fumoso. Il settore turistico è penalizzato ora nella fase acuta dell'emergenza, ma se non vi saranno norme semplici, che non rinviano semplicemente il problema, i danni saranno serissimi. Oggi occorre tenere duro per concentrarci domani, a livello regionale e nazionale, su opere di promozione per valorizzare il prodotto italiano e le destinazioni che hanno più difficoltà», conclude Tocco. Una volta chiusa l'emergenza sanitaria, per stimolare a viaggiare, scegliendo l'Italia come meta, Federalberghi ha presentato al governo un pacchetto di emendamenti al decreto Cura Italia. Tra essi oltre alle proposte di abolizione di imposte e sospensione di termini per adempimenti e pagamenti, anche bonus vacanze «per incentivare le famiglie a scegliere l'Italia», sottolinea Daniela Renisi, titolare dell'hotel Antagos a Montesilvano e rappresentante di Federalberghi. «A livello nazionale il decreto 18», il cosiddetto Cura Italia, «non prevede specificità per il nostro settore. L'economia turistica rappresenta il 10 per cento del Pil nazionale. Bisogna trovare il modo per far ripartire l'intera filiera. Occorre lavorare sulla comunicazione per vincere le paure che si sono innescate. La stagione è ormai praticamente saltata e sarà fondamentale sostenere il settore, con misure a livello nazionale e comunale, per evitare il fallimento di molte strutture». (m.pa.)

