Gli incentivi per i giovani e le imprese innovative

Detrazione del 50% sugli investimenti: la possibilità arriva dal decreto Rilancio Le domande entro il prossimo 30 aprile sulla piattaforma telematica del Mise
L'AQUILA. Investire, per le piccole e medie imprese e le start-up innovative, costerà meno. Tra gli incentivi del decreto Rilancio figura la possibilità di detrarre il 50% sugli investimenti: l’importo massimo scomputabile per le start-up è pari a 100mila euro, che diventano 300mila per le pmi.
Secondo le disposizioni del decreto attuativo Mise - Mef, è possibile presentare la domanda ed effettuare la registrazione e la verifica dell’aiuto “de minimis” fino al 30 aprile prossimo, esclusivamente tramite piattaforma telematica del ministero dello Sviluppo economico.
COME ACCEDERE. La domanda deve essere trasmessa da parte dell’investitore prima dell’investimento nell’impresa beneficiaria.
Per gli investimenti effettuati nel 2020, però, è possibile fare richiesta anche quest'anno, ma sempre entro il 30 aprile 2021. Per l’accesso alla procedura occorrono le credenziali Spid, Pec della piccola e media impresa beneficiaria o start-up e una firma digitale. In caso di variazione dell’importo dell’investimento è necessario comunicare tempestivamente l’aggiornamento tramite la piattaforma, così da rideterminare l’ammontare degli incentivi spettanti.
AGEVOLAZIONI. La nuova detrazione fiscale al 50% è riservata alle persone fisiche che investono in start-up innovative, direttamente oppure tramite organismi di investimento collettivo, che si concentrano prevalentemente su questo segmento. L’investimento va mantenuto per almeno tre anni: in caso contrario si decade dal beneficio e si deve restituire quanto già utilizzato, con gli interessi legali.
L’importo massimo detraibile in start-up innovative è pari a 100mila euro per periodo d’imposta, che diventano 300mila per gli investimenti nelle pmi. Sulla parte eccedente si potrà detrarre il 30%, nel limite di 200mila euro, spalmati su tre esercizi finanziari.
START-UP INNOVATIVE. Il termine di permanenza nella sezione speciale del Registro imprese delle Camere di commercio è stato prorogato di 12 mesi: quindi, la qualifica di start - up innovativa, con tutte le agevolazioni del caso, vale per sei anni e non più cinque. Sono stati prorogati di 12 mesi anche tutti gli altri eventuali termini di decadenza per l’accesso agli incentivi pubblici.
FINANZIAMENTI. Previste risorse aggiuntive per il finanziamento agevolato alle start-up innovative. Di questi, una quota parte è costituita da contributi a fondo perduto per l’acquisizione di servizi di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati, con l’obiettivo di potenziare gli ecosistemi per l’innovazione.
Altre risorse arriveranno ad incrementare il Fondo di sostegno al “venture capital”, destinato a sostenere investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, l’erogazione di finanziamenti agevolati, la sottoscrizione di obbligazioni convertibili, o altri strumenti finanziari di debito che prevedano la possibilità del rimborso.
PRESTITI SEMPLIFICATI. Il nuovo Fondo per il trasferimento tecnologico mira, poi, a favorire la collaborazione di soggetti pubblici e privati nella realizzazione di progetti di innovazione e spin-off, con l’obiettivo di sostenere iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all’utilizzo dei risultati della ricerca nelle imprese che operano sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle start-up innovative.
È previsto, infine, l’ingresso indiretto nel capitale di rischio e di debito del ministero dello Sviluppo economico. È stato creato uno specifico veicolo, attraverso l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, chiamato “Fondazione Enea tech”. (m.p.)

