Gli interinali bloccano l’Asse attrezzato

12 Gennaio 2016

Nuova protesta in piazza Italia degli ex lavoratori di Attiva con mogli e figli, sfiorata la rissa durante lo stop delle auto

PESCARA. L’ennesima protesta degli interinali di Attiva, ieri, ha rischiato di finire in rissa. Alcuni lavoratori hanno fermato per alcuni minuti il traffico diretto sull’Asse attrezzato, ma un automobilista ha forzato il blocco, suscitando l’immediata reazione degli interinali.

I lavoratori hanno cominciato la loro protesta in tarda mattinata. Armati di fischietti e altoparlanti, al grido di «lavoro, lavoro, lavoro», hanno occupato, insieme ad alcune mogli e figli piccoli, le strisce pedonali di piazza Italia creando non pochi disagi alla circolazione. Sul posto sono intervenute alcune squadre dei vigili urbani.

Durante la manifestazione, sono stati distribuiti alcuni volantini in rime ai passanti. «Siamo gli Interinali senza gloria e vogliamo raccontarvi la nostra storia», si legge nel volantino, «notte e giorno abbiamo lavorato ma alla fine non è bastato; pioggia, neve, vento e sole ci han riempiti di parole; le promesse in questi anni ci han portato solo danni; un lieto fine? Non sappiamo ma per questo noi lottiamo; ora basta a muso duro riprendiamoci il futuro».

È da venerdì scorso che gli ottanta interinali di Attiva che hanno perso il lavoro alla fine dell’anno scorso, o che lo avevano già perso mesi prima, vivono sotto una tenda nel giardinetto davanti al Comune. Sono stati piazzati degli striscioni, l’ultimo è quello che invita il sindaco a dimettersi.

La protesta è ripartita dopo l’ultimo incontro tra una rappresentanza di interinali e il sindaco Marco Alessandrini. Incontro cui ha preso parte anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Il primo cittadino ha annunciato l’intenzione di voler inoltrare alla Corte dei conti un quesito circa la fattibilità giuridica di una conciliazione stragiudiziale per stabilizzare i lavoratori. Inoltre, su proposta del presidente della Regione, il Comune ridefinirà l’effettivo fabbisogno di manodopera per la gestione dei rifiuti, valutando l’ipotesi di avviare un nuovo bando di concorso per la copertura di eventuali posti che si dovessero ritenere necessari. Ma le risposte non sono state ritenute soddisfacenti dai lavoratori. (cr.pe.)

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