Gli operatori del gas: proteggete anche noi

24 Marzo 2020

Appello dei dipendenti della società che gestisce la rete in città: «Dobbiamo entrare in 62mila case»

PESCARA. Entrano nelle abitazioni per garantire un servizio di pubblica utilità. Hanno una reperibilità h24. Gestiscono attività di emergenza, pronto intervento, attivazioni e disattivazioni dei misuratori.
Sono tra le categorie esenti dal lockdown, anche nell'ultimo decreto blocca Italia. Per loro al momento non vi sono dispositivi di protezione, se non recuperati autonomamente. Sono gli operatori della società Pescara Distribuzione Gas Srl, gestore della rete gas e metano di Pescara. Lo scorso 18 marzo, la società ha inviato una richiesta alla Regione e alla Asl per porre in luce la criticità che l'emergenza coronavirus ha creato anche sull'attività di gestione gas.
«La società con i suoi tecnici», scriveva in una nota Aldo Cosenza, responsabile di esercizio Pescara Gas, «su indicazioni del ministero per lo Sviluppo economico e dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, deve garantire la sicurezza e la continuità del servizio di pubblica utilità per quanto riguarda il settore del gas metano, gestendo il pronto intervento, nonché le operazioni di attivazione e disattivazione misuratori. Nell’espletamento di queste attività il nostro personale è costretto ad accedere all’interno delle abitazioni, con il rischio di poter contrarre il contagio, in quanto non si è a conoscenza se ci sono persone in quarantena o ammalate». Sul territorio di Pescara vi sono 62mila contatori in totale. Di questi, 35mila sono all'interno delle abitazioni. Ciò significa che in caso di un intervento di urgenza, l'operatore deve accedere negli appartamenti di privati. La società in queste particolari settimane ha adottato una turnazione settimanale, suddivisa in squadre da quattro di tecnici in campo. Una scelta fatta per evitare, in caso di contagio, di far scattare la quarantena per tutta la struttura, che conta su un totale di 16 dipendenti (amministrativi inclusi), e quindi di non riuscire a consentire la prosecuzione del servizio.
«Abbiamo chiesto alla Asl e alla Regione di fornirci le mascherine per consentire di assolvere in sicurezza ai nostri compiti di pubblico servizio», specifica Cosenza. «Poche ore dopo l'istanza, le istituzioni ci avevano garantito la consegna dei dispositivi entro due giorni, ma a oggi nulla è cambiato. Proprio questa mattina», ieri, «anche la Prefettura ha sollecitato nuovamente la nostra richiesta», conclude Cosenza.
Marcella Pace
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