Gli operatori: «Deve pagare chi sbaglia»

19 Aprile 2022

Associazioni contro i gestori che offrono alcol a basso prezzo: «Danneggiano gli altri, vanno puniti»

PESCARA. Gli esercenti storici del distretto di piazza Muzii, riuniti nell’associazione Pescara Viva, chiedono «alle autorità competenti di vigilare affinché fra le nuove aperture non si inseriscano attività pronte a vendere “cicchetti” a pochi centesimi. Una pratica commerciale che condanniamo», specificano, «e da cui prendiamo fortemente le distanze perché in contrasto con la nostra filosofia imprenditoriale e di sano divertimento di qualità». Lo dicono dopo una notte movimentata, quella tra sabato e domenica, spiegando di voler «tenere alta la qualità della clientela e dell’offerta commerciale». E chiedono alle autorità di «fare pienamente la loro parte per evitare la diffusione di politiche commerciali che vogliamo scoraggiare».
Da Confartigianato, rappresentata da Fabrizio Vianale, parte invece la richiesta al Comune di «non sparare a zero su tutti. Lì, nella zona di piazza Muzii, ci sono 40 attività, e se due sbagliano bisogna prendere provvedimenti nei confronti di chi ha sbagliato perché i primi a gioire saranno gli altri. Non si può mettere alla gogna tutta la zona visto che la quasi totalità dei locali lavora rispettando le regole». «Molte volte i ragazzi portano l’alcol in macchina per cui bisogna capire se in questo caso è stato somministrato ai minorenni da un locale: se c’è questa certezza va punito senza promuovere delle retate che poi bloccano l’attività di tutti», commenta Gianni Taucci dalla Confesercenti. «Quelle zone sono diventate aree di qualità e se c’è chi pensa di fare soldi vendendo alcol ai minori, ha sbagliato mestiere: va chiuso con la massima pena perché danneggia gli altri», dice sempre Taucci che chiede di «punire chi trasgredisce, se esiste. Non sia un ulteriore motivo per massacrare il tessuto buono». Il rappresentante della Confesercenti parla in generale di «una situazione positiva» registrata nei giorni di festa e la moltitudine di persone in giro per la movida ne è una prova. «Qualcosa si muove, abbandoniamo la pandemia anche se dobbiamo ancora stare attenti e nonostante il freno rappresentato dalla guerra. È positiva la presenza nelle città, anche per far ripartire il commercio».
«Rischiamo di dare una cattiva immagine della città», osserva Riccardo Padovano, alla guida della Confcommercio commentando il caos dell’altra notte. «Gli operatori devono avere la consapevolezza che si devono rispettare le regole e se qualcuno pensa di risolvere i problemi economici vendendo cicchetti a un euro, sappia che danneggia la salute dei giovani. La movida deve essere vissuta in maniera sana dai giovani» ma servono delle regole «e quelle sull’occupazione del suolo pubblico e sui dehor, che aiuterebbero anche a decentrare il divertimento e a disciplinare tutto il settore senza creare disparità, sono ferme dal 2019. Agli imprenditori dico che non possono pensare di andare all’arrembaggio, che piazza Muzii non è un mercato e i residenti vanno rispettati». Anche Carmine Salce, della Cna, ritiene «giusto individuare chi non rispetta le regole. Un episodio può accadere ma non può essere la normalità. È interesse di tutti che le cose si svolgano all’insegna della tranquillità e che si lavori in sicurezza, ma tutti devono metterci un po’ più di attenzione». (f.bu.)