«Gli orari più lunghi utili anche al turismo»

La novità piace alle associazioni di categoria, ma resta l’allarme: il Covid ha travolto tutti i consumi
PESCARA. L’effetto coronavirus travolge il commercio al dettaglio, provocando una netta diminuzione nelle vendite del settore non alimentare. Il trend dei consumi dei pescaresi, infatti, secondo i responsabili delle associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti, è ancora lontano dai livelli pre emergenziali.
Un piccolo spiraglio per rialzare la china arriva dal nuovo piano varato dal Comune, che punta tutto sulle aperture fino a mezzanotte dei negozi del centro durante il fine settimana. «Questi eventi sono utilissimi», evidenzia Franco Danelli, presidente di Confcommercio Pescara, «servono interventi localizzati, piccoli e continuativi, come quelli ideati dall’assessore Alfredo Cremonese, utili sia per il commercio e sia per il turismo. Oggi l’alimentare e i ristoranti hanno ripreso a pieno regime, mentre l’abbigliamento, le calzature e gli altri generi di lungo consumo sono ancora fermi».
Secondo Gianni Taucci, direttore provinciale di Confesercenti, dopo una situazione «abbastanza frizzante» durante la prima settimana di riapertura, si è registrata «una generale flessione del commercio al dettaglio, specialmente nei centri di più grandi dimensioni». «Stiamo pagando ancora», sottolinea Taucci, «lo scotto della preoccupazione del virus. Paura che poi, paradossalmente, scompare per andare al ristorante oppure a divertirsi. Segno probabilmente che le persone provano maggiori gratificazioni con il cibo che non acquistando un bell’abito».
In base alla fotografia di Taucci, sulla crisi del comparto influiscono sicuramente i tre mesi di lockdown, i tanti pagamenti ritardati e l’alta percentuale di abruzzesi finiti in cassa integrazione, molti dei quali ancora in attesa di liquidità. «C’è poi il problema dello smart working», aggiunge il direttore provinciale di Confesercenti, «che sta creando problemi alle attività artigianali, perché inevitabilmente se si resta a casa non ci si muove e quindi si spende di meno. Il conto complessivo delle perdite causate dal covid sarà comunque fatto a fine anno. Nel frattempo ci aspettiamo un graduale ritorno alla normalità sia con l’allungamento degli orari dei negozi nel fine settimana e, soprattutto, con l’avvio dei saldi, fissato il 1° agosto». (y.g.)
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