Gli sfollati rifiutano 10 case perché sono in provincia

15 Settembre 2017

Gli inquilini di Rancitelli: «Solo alloggi a Pescara». Pignoli: «Occupiamo l’Ater»

PESCARA. «Sì alla casa, ma solo se si trova a Pescara». È ciò che i dipendenti dell’Ater si sono sentiti rispondere da alcune famiglie sgomberate, il 5 luglio scorso, da tre palazzi a rischio crollo di via Lago di Borgiano. Quegli inquilini ora si trovano in gran parte negli alberghi, in attesa che l’Azienda che gestisce la case popolari assegni loro una nuova abitazione. Ci sono una settantina di famiglie da sistemare ancora, per un totale di circa 250 cittadini.
Ma di fronte alle proposte di alloggi in provincia si è registrato un rifiuto generale. «Sono dieci gli appartamenti disponibili per cui è stata rifiutata l’assegnazione», spiegano fonti dell’Ater, «quattro si trovano a Città Sant’Angelo, tre a Pianella, due a Montebello e uno a Spoltore». I motivi sono stati illustrati dal consigliere comunale di Pescara Massimiliano Pignoli che sta seguendo la vicenda sin dal giorno dell’evacuazione dei palazzi di Rancitelli. «Queste persone», ha detto, «rifiutano alloggi in provincia e continueranno a farlo, perché si tratta in diversi casi di persone anziane, malati o disabili che sono in cura all’ospedale civile di Pescara, oppure famiglie che hanno bambini iscritti nelle scuole del capoluogo adriatico. Per loro spostarsi in provincia creerebbe troppi disagi e costi elevatissimi».
Pignoli è convinto che l’Ater abbia a disposizione delle case popolari anche a Pescara, ma che sarebbero murate in attesa di una ristrutturazione. «Faremo un censimento delle abitazioni libere e murate a Pescara», ha affermato, «se non verranno assegnate, occuperemo la sede dell’Ater». «Ci giungono voci», ha rivelato il consigliere, « di appartamenti liberi, tra l’altro, in via Caduti per servizio, nel quartiere Gescal, a Zanni, a Borgo Marino. Sembra che l’Ater non abbia le capacità o la facoltà di gestire la situazione. Allora, dalla prossima settimana, insieme ad alcuni volontari di via Lago di Borgiano, andremo a visitare tutte le case Ater di Pescara e individueremo quelle libere, realizzando una sorta di censimento che consegnerò io stesso ai vertici dell’azienda».
«Invece di spendere soldi per le case che si trovano in provincia», ha aggiunto Pignoli, «l’Ater pensasse ad aggiustare gli alloggi presenti a Pescara. Le risorse sono state stanziate dalla Regione per risolvere la situazione dei cittadini di via Lago di Borgiano e non per soddisfare le esigenze dei Comuni limitrofi». «Informerò il sindaco Marco Alessandrini, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e gli assessori regionale e comunale competenti», ha concluso. Questa situazione, comunque, è stata già segnalata all’Ater dal dirigente comunale alle Politiche della casa Pierpaolo Pescara che, in due lettere datate 7 e 11 settembre scorsi, ha fatto presente come «la proposta di immobili allocati al di fuori del Comune di Pescara», si legge in una delle due note, «risulta non soddisfacente rispetto alle esigenze abitative delle famiglie destinatarie delle assegnazioni medio tempore di alloggi, circostanza che ci impone di restituirvi in disponibilità gli immobili in argomento».
Il presidente dell’Ater Virgilio Basile, contattato dal Centro, ha ricordato che sono sette gli appartamenti assegnati subito dopo lo sgombero e altri dieci successivamente. «Purtroppo, ora non abbiamo altre disponibilità su Pescara», ha ammesso, «ma stiamo ristrutturando 43 alloggi, di cui 21 a Pescara e 22 in provincia che dovrebbero essere pronti entro fine mese per assegnazioni a medio termine».
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