«Gli Sprar? Sono progetti fallimentari»

Il leghista Cilli sull’articolo di France Press: una scelta che mette in seria crisi l’assistenza ai cittadini
MONTESILVANO. «Sentirsi elogiato dai francesi per le scelte fatte in tema di migranti, personalmente, lo troverei quasi offensivo. Detto questo, forse la questione Sprar di Montesilvano andrebbe conosciuta per quella che è, prima di esprimere pareri o giudizi». Inizia così l’affondo del consigliere della Lega Montesilvano Aurelio Cilli dopo che l’agenzia France Press, in un articolo dedicato all’arresto del sindaco di Riace, ha definito buoni esempi di integrazione quelli messi in atto in Italia dai Comuni di Prato e di Montesilvano. «Sono mesi che mi documento in merito all’immobile che si trova in via Togliatti, verso Montesilvano Colle», interviene Cilli. «È stato firmato un contratto di locazione per locali destinati allo Sprar, contratto poi rettificato in quanto alcuni di essi sono risultati non agibili. Da mesi il Comune paga un affitto di circa 23.400 euro annue, in attesa che tutti i locali ottengano l’agibilità, poi pagherà 29.000 euro annue, per locali che da mesi risultano non occupati. Pur di ottenere la gestione degli Sprar», prosegue Cilli «l’amministrazione comunale ha fatto scelte poco ponderate, investendo denaro e risorse in progetti che si stanno rivelando fallimentari e che stanno mettendo in seria crisi l’Azienda Speciale, che dovrebbe garantire i servizi socio-assistenziali ai cittadini del nostro territorio. Circa 140 persone, assunte nell’Azienda Speciale, rischiano di tornarsene a casa. In questo momento storico lo spazio riservato agli Sprar sarà sempre minore: secondo la nuova linea politica i migranti in possesso dei permessi umanitari non avranno diritto ad accedere agli Sprar, proprio coloro che costituiscono oggi la stragrande maggioranza dei migranti accolti. Lo Sprar», è convinto il leghista «come iniziativa andrà a morire, mentre il nostro Comune ha investito e continua ad investire senza possibilità di vedere un rientro. In un’azienda, un dirigente che fa scelte e investimenti fallimentari paga e viene mandato via. Non capisco perché questo non debba valere per un’amministrazione pubblica, dove il dirigente in questione è stato riconfermato dal sindaco senza esitazione, e senza condivisione con la sua maggioranza, mentre un assessore, eletto dai cittadini, che non avallava ciecamente queste scelte discutibili è stato cacciato senza ripensamenti». Infine un avviso ad assessori e consiglieri che intendono salire sul carro della Lega: «Il gruppo consiliare a cui appartengo, e tutti coloro che intendono aderirvi, non può condividere questa linea di azione e non può tacere di fronte a queste scelte che nulla hanno a che fare con l’identità di centrodestra».

