Graffiti in via Milano la Digos avvia le indagini

PESCARA. Un boia, un machete, una testa decapitata grondante sangue, una scritta che recita «Lob» e qualche altra sigla del tutto incomprensibile. Insomma, il tragico rituale, o quasi, che purtroppo...
PESCARA. Un boia, un machete, una testa decapitata grondante sangue, una scritta che recita «Lob» e qualche altra sigla del tutto incomprensibile.
Insomma, il tragico rituale, o quasi, che purtroppo in questo periodo appare sui canali televisivi, proveniente dai territori dell’Isis (l’autoproclamato Stato Islamico comprendente alcuni territori posti tra Siria e Iraq), è apparso ieri mattina, sotto forma di graffiti, su una parete del condominio Giancola, ex palazzetto Caracciolo, in via Milano (un graffito è apparso anche su via Trieste). Stando alle prime interpretazioni della Digos della questura di Pescara, sembra che si tratti di una macabra rappresentazione che inneggia però contro l’Isis, visto che l'uomo decapitato nella raffigurazione ha le sembianze di un arabo.
È questa l’analisi dei vertici della Digos, che ieri è intervenuta con un soprallugo in via Milano e ha fatto partire subito le indagini. «Stiamo cercando di capire il significato del termine “Lob”», ha detto la dirigente della Digos, Leila Di Giulio, «perché è la prima volta che appare a Pescara. E per questo stiamo cercando di sapere se in Abruzzo esistano dei precedenti in tal senso. Comunque noi non escludiamo nessuna ipotesi», ha aggiunto Di Giulio.
E dire, tra l’altro, come ha sottolineato un condomino del palazzo preso di mira l’altra notte, che l’edificio di via Milano era stato restaurato da pochi mesi.
«Abbiamo speso un sacco di soldi per l’intervento», racconta il proprietario di un appartamento. «E adesso non sappiamo neanche se sarà possibile ripulire la parete o comunque quale costo dovremo sostenere». Ora si spera di individuare i responsabili dell'atto vandalico attraverso le telecamere che sono in funzione nella zona. (V.d.L.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

