Gran concerto per Giovanna l’assessore che amava Pescara

Domani al Massimo serata dedicata a Porcaro, scomparsa nel 2015 a 56 anni La sorella: «Voleva costruire una Casa degli artisti e riaprire il Michetti»
PESCARA. «Giovanna amava Pescara e aveva due sogni: costruire una Casa degli Artisti dedicata ai giovani talenti e riaprire il teatro Michetti». Con gli occhi lucidi e la voce spezzata dall’emozione, Paola Porcaro ricorda la sorella Giovanna, assessore comunale alla Cultura nella giunta di Luigi Albore Mascia, stroncata il 23 luglio 2015, all’età di 56 anni, da una malattia contro cui ha combattuto fino all'ultimo istante.
A due anni dalla morte della signora originaria di Piacenza che amava l’arte e la cultura, e alla vigilia, domani 30 dicembre, della seconda edizione (la quarta dal 2013) del gran concerto di fine anno intitolato a Giovanna Porcaro, emergono, grazie al racconto dell’unica sorella, tanti particolari sugli obiettivi che aveva da amministratore, per ridare alla città nuovi stimoli culturali.
«Pescara non ha dimenticato mia sorella», dice Paola, impiegata alla Fater, «siamo commossi dalla volontà di ricordarla con i tanti eventi a cui lei teneva tantissimo». Uno di questi è il concerto di fine anno organizzato dalla fondazione Dean Martin presieduta da Alessandra Portinari in collaborazione con l’orchestra sinfonica diretta dal maestro Antonella De Angelis, che da quattro anni si svolge al teatro Massimo. «Mia sorella», rivela Paola Porcaro, «si era battuta come un leone per ricreare una piccola Vienna, ma è stata osteggiata in tutti i modi, in tanti le si sono messi di traverso e la prendevano in giro per questo progetto così ambizioso. Lei però non si è data mai per vinta e l’ha spuntata. Oggi siamo orgogliosi che il concerto sia intitolato a lei, e lieti che abbia finalità benefiche, che sia un contributo per aiutare la gente, come Giovanna avrebbe voluto. Fu sua anche l'idea, in collaborazione con l’associazione “I colori della Vita” di Giovina Zulli, di regalare le costose parrucche alle malate oncologiche».
Entrata in politica «in punta di piedi, col tempo si è conquistata la stima dei collaboratori con l’onestà intellettuale che le va riconosciuta», Giovanna Porcaro ha lasciato il marito Lanfranco Sabatini e i figli Leonardo e Lorenzo, titolari dell’Osteria dei Sabatini in via Piave. Laureata in Economia e commercio all’università D’Annunzio, ex quadro dirigente Telecom dal 1984 al 2007, era entrata nella giunta Mascia nel 2012 con una candidatura tecnica. Figlia di Giuseppe, storico direttore della Bnl e di Maria Grazia, una carriera brillante come assistente universitario alla facoltà di Scienze sociali dell’ateneo di Chieti Pescara dei professori Andrea Pitasi e Vincenzo Corsi, socia del Rotary Club Pescara Nord e Soroptimist con numerosi altri incarichi regionali che figurano in un chilometrico curriculum, «era un assessore che lavorava col cuore», conclude Paola, «diceva che la cultura era un veicolo di aggregazione e conoscenza del territorio. Apriva di notte il circolo Aternino ai giovani talenti ai quali avrebbe voluto donare uno spazio di aggregazione, la Casa degli Artisti, per dare sfogo alla loro creatività. E sognava anche di riaprire alla città il teatro Michetti, tutt’ora in abbandono. Fu suo anche il progetto del murale di D’Annunzio davanti la sede dell’Archeoclub. Lo volle lì perché diceva che così poteva guardare la sua Pescara fino al mare».
Quattro giorni prima di morire, Giovanna scriveva alle sue amiche:«Dopo tanti lieti frammenti di vita, arrivano mare agitato e tempeste. Ho una nave robusta e forte, un ottimo equipaggio, le amiche più care e vere che avessi mai sperato. Ce la sto mettendo tutta, non mi arrenderò mai».
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