Gran Sasso, martedì il Consiglio decide

Lettera degli ambientalisti a presidente e assessori. E il fisico Pallavicini smonta la polemica
L’AQUILA. In vista del dibattito previsto in consiglio regionale martedì prossimo, l’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, promosso dalle associazioni Wwf, Legambiente, Mountain Wilderness, Arci, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d’Italia, Fiab, Cai, Italia Nostra e Fai, ha inviato al presidente della Regione, agli assessori e a tutti i consiglieri una scheda sulla situazione dell’acquifero del Gran Sasso. Seppur brevemente, l’Osservatorio ha voluto fornire ai Consiglieri una ricostruzione di questi ultimi 15 anni. «La vicenda dell’acquifero del Gran Sasso, infatti, si trascina ormai da molto tempo e sarebbe sbagliato che tutto il dibattito si incentrasse sull’esperimento Sox, che ancora non è partito, trascurando l’aspetto centrale della questione: l’interferenza delle gallerie autostradali e dei Laboratori con l’acquifero del Gran Sasso. Purtroppo tutte le polemiche di questi ultimi giorni sembrano più che altro finalizzate a distrarre dai veri problemi», sottolineano gli ambientalisti. «Sono passati più di 7 mesi dall’incidente dell’8/9 maggio e la situazione è rimasta pressoché identica. Le sostanze pericolose continuano ad essere stoccate nei laboratori in una situazione», sostengono, «che non garantisce la sicurezza, così come continuano ad esserci i punti di interferenza tra le gallerie autostradali e l’acquifero. Gli ulteriori strumenti di controllo sull’acqua, promessi da prima dell’estate, non sono stati messi in funzione», dicono le associazioni, «né vi è stata una presentazione sulla loro efficacia».
«Non risulta che siano stati approntati nuovi strumenti per gestire le emergenze in maniera meno confusa di quanto avvenne in occasione dell’incidente di maggio. Né vi sono informazioni sulla soluzione da adottare per mettere definitivamente in sicurezza l’acquifero. Si sa solo», affermano i paladini del Gran Sasso, «che sono stati coinvolti nell’analisi e nella progettazione alcuni degli stessi progettisti che hanno già lavorato durante la gestione commissariale. E non si è fatto nessun passo in avanti», aggiungono, «sulla partecipazione che continua ad essere negata alla società civile sia alla Commissione regionale che al Tavolo nazionale sulla situazione dell’emergenza Gran Sasso». Per l’Osservatorio, il Consiglio regionale di martedì può essere un’occasione importante: «Ci auspichiamo che i consiglieri vogliano veramente approfondire la problematica e che inizino a dare qualche risposta concreta, magari ascoltando chi, per anni, ha denunciato problemi che poi si sono verificati».
Non voleva essere un’offesa ma solo una citazione letteraria la frase postata su Facebook: «Perché si può vincere o perdere, ma non rinunciare a combattere gli asini raglianti». A precisarlo, dopo le polemiche, è il fisico, Marco Pallavicini, responsabile dell’esperimento Sox, che scrive: «Vedo con dispiacere che la mia citazione del libro di Roberto Burioni “La congiura dei Somari”, che tratta del tema della dilagante e fuorviante disinformazione scientifica in Italia, sia stato malinteso. Non mi riferivo e non era mia intenzione offendere le persone che hanno dubbi, paure o domande, che anzi devono essere ascoltate e alle quali devono essere date risposte chiare».
«La citazione», dice lo scienziato, «si riferiva a chi fomenta questi dubbi e paure con informazioni e affermazioni false o tendenziose, quelle sì, offensive nei confronti di chi svolge il proprio lavoro di ricerca scientifica con serietà, rigore e rispetto. In ogni caso, mi scuso con chiunque, mio malgrado, si sia sentito urtato».

