Grande città: tre mesi per trattare su nome, consiglieri e assessori

27 Settembre 2023

L’assemblea costitutiva dà il via libera alla relazione per spostare l’unione dei Comuni al 2027  Ma entro il 31 dicembre serve un accordo sullo statuto. Appello di De Martinis: «Pescara si ravveda»

PESCARA. Tre mesi di tempo per trovare un compromesso sulla fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Si apre la trattativa che prevede un passo indietro di tutti per evitare lo scontro frontale: la città unica da 180mila abitanti potrebbe chiamarsi Pescara – come vogliono tutti i politici di Pescara, centrodestra, centrosinistra e M5S – ma dovrebbe essere divisa in 4 municipi con almeno 52 consiglieri periferici e 16 assessori municipali, secondo la linea sostenuta da Montesilvano e Spoltore. Potrebbe essere questa la base dell’accordo: una prima ipotesi del patto è circolata ieri nel municipio di Pescara, a margine dell’assemblea costitutiva che ha dato il via libera alla relazione conclusiva sulla fusione: si tratta di un atto decisivo per conquistare il rinvio della fusione al 2027.
Il voto è finito con 45 sì, l’astensione dei 5 consiglieri del Pd di Pescara e il no dei consiglieri M5S: «Questa fusione non nasce sotto i migliori auspici», dicono i grillini Paolo Sola e Massimo Di Renzo, «sarebbe stato meglio farla già dal 2024 con un commissario, figura terza e senza connivenze politiche». All’assemblea di ieri non hanno partecipato né il sindaco Carlo Masci (Forza Italia), ancora in viaggio-missione in Cina, né il vice Adelchi Sulpizio (Lega).
Dopo il voto di ieri, entro il 15 ottobre, il presidente della Regione Marco Marsilio (FdI) e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia) diranno se gli obiettivi – accorpamento di 5 servizi e approvazione della bozza di statuto – sono stati davvero raggiunti, spalancando così la porta al rinvio al 2027.
Nell’attesa del pronunciamento dei vertici regionali, il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis della Lega apre al dialogo: «Mi auguro che entro il 31 dicembre ci sia una mediazione con il ravvedimento di Pescara su un eventuale voto contrario allo statuto. Noi e Spoltore siamo pronti a trovare un punto d’incontro. Le nostre aspirazioni però sono sacrosante e ci auguriamo che Pescara, nel processo armonioso della fusione, possa rivedere le sue posizioni oppure che si possa trovare insieme un compromesso». De Martinis ribadisce però i punti fermi di Montesilvano e Spoltore: «Riteniamo fondamentale il decentramento, soprattutto nei primi anni. E poi, con il nome Nuova Pescara, secondo il testo del referendum del 2014, vogliamo dare il senso di una città diversa e non di un’annessione con l’allargamento dei confini di Pescara».
Chiara Trulli, sindaco Pd di Spoltore, dice: «Saggiamente dovremo fare in modo che i tre consigli approvino lo stesso testo. Se si dovrà ragionare per condividere uno statuto che, con alcune limature, possa stare bene a tutti, sono disponibile ma chiedo senso di responsabilità al Comune di Pescara: non si possono gettare alle ortiche due anni di lavoro. Adesso non bisogna usare atteggiamenti machisti: per arrivare a un documento condiviso, in cui non ci sono vincitori e vinti, ognuno dovrà fare la sua parte e, se si dovranno trattare aspetti che si reputano salienti, ne ragioneremo ma senza prepotenze».
Anche da Pescara arriva un’apertura: «Il lavoro fatto finora è positivo ma», avverte il consigliere comunale Claudio Croce di Forza Italia, «per noi di Pescara, ci sono questioni da rivedere. Sono fiducioso che si troverà il modo di collaborare e cercare di risolvere, secondo quanto prevede la legge, questi problemi».