Grandi eventi: accuse confermate a Cuzzi, Di Pietrantonio e Di Carlo

7 Ottobre 2020

A tre mesi dagli arresti, poi revocati, la procura tira le somme: otto indagati, nel mirino quattro società  Contestati 21 affidamenti diretti di eventi al promoter Cipolla. Coinvolto anche l’imprenditore Summa

PESCARA. Arriva a conclusione l'inchiesta sugli appalti per i "Grandi eventi" al Comune di Pescara, con la notifica agli 8 indagati (oltre a 4 società) dell'avviso di conclusione delle indagini firmato dal pm Luca Sciarretta, a tre mesi di distanza dagli arresti del luglio scorso.
L'impianto accusatorio, rispetto all'ordinanza che portò ai domiciliari i cinque principali protagonisti della vicenda giudiziaria, resta praticamente immutato, a eccezione di un’ulteriore contestazione di corruzione a carico di Moreno Di Pietrantonio e dell'imprenditore dello spettacolo Andrea Cipolla. Un contributo di 1.000 euro per dei volantini elettorali pagati direttamente da una delle società di Cipolla alla tipografia.
GLI INDAGATI Per il resto non cambia nulla. Principale indagato resta l'ex assessore al turismo del Comune di Pescara, Giacomo Cuzzi, insieme all'ex assessore Simona Di Carlo (protagonista del presunto concorso truccato alla Asl), all'altro imprenditore Cristian Summa, al socio di Cipolla, Gianfranco Berardinelli, al legale rappresentante della Elite Agency Group, Alessandro Michetti, in relazione ai biglietti omaggio per i concerti estivi di Luciano Ligabue e della coppia Laura Pausini e Biagio Antonacci, e alla funzionaria della Asl Leila Colucci; insieme a loro, le società New Events, Best Eventi 2, Eventi Live e Share City.
LE ACCUSE Le ipotesi accusatorie restano anche quelle le stesse: corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti e finanziamento illecito dei partiti. La procura aveva stilato le diverse accuse contro gli indagati, dividendole in tre distinti filoni. Il primo riguardava gli affidamenti diretti al promoter Cipolla: 21 fra eventi e concerti per i quali, secondo l'accusa, Cuzzi si sarebbe adoperato «affinché venissero aggiudicati nella loro totalità alle società di Cipolla e del suo socio Berardinelli per un importo complessivo di un milione e 900mila euro» nell'arco di tempo che va dal dicembre 2014 al maggio del 2019, senza ricorrere all'evidenza pubblica e dunque alla convocazione di altri promoter.
I CONCERTI Parliamo di concerti e manifestazioni importanti per "Il Capodanno in piazza" o altre manifestazioni simili, con artisti di nome come i Negrita, I Tiromancino, Ermal Meta, Irene Grandi, Arisa, Luca Barbarossa, Emis Killa, Loredana Bertè, il rapper J-Ax. «Cuzzi era legato a Cipolla da rapporti amicali, politici ed economici, nell'ambito dei quali Cipolla», scrive il pm in uno dei passaggi significativi dell'accusa, «garantiva a Cuzzi plurimi illeciti finanziamenti e contributi elettorali, nonché plurime attività di propaganda elettorale e di procacciamento di voti».
IL SECONDO FILONE Nel secondo filone, sempre legato agli spettacoli, oltre a Cuzzi figurano anche Di Pietrantonio, Di Carlo e l'altro imprenditore Summa: anche lui favorito, secondo l'accusa, dai tre per la realizzazione di una decina di progetti per complessivi 190 mila euro ("Pescara Mapping", "Estate a Pescara Vecchia", "Il mare in festa presso l'Arena del mare", "ViviAmo l'ambiente, "Noi e l'ambiente", per citarne alcuni).
IL TERZO FILONE Il terzo filone d'indagine era invece relativo all'assunzione, per la procura pilotata, della Di Carlo alla Asl, grazie all'interessamento di Di Pietrantonio che nell'azienda ricopriva il ruolo di dirigente facente funzione.
«Con collusioni», si legge nell'imputazione, «e altri mezzi fraudolenti, turbavano la suddetta procedura di gara che si concludeva con la vittoria della Di Carlo».
E poi ancora: «Si accordavano tra loro», cioè Di Carlo e Di Pietrantonio, «per fare inserire nel bando requisiti di ammissione particolarmente selettivi e calibrati perfettamente sui titoli e sulle esperienze professionali della Di Carlo».
LE PROVE Il capitolo corruzione è comunque quello portante di tutta l'inchiesta che poggia anche su una montagna di intercettazioni, di fotografie, di pedinamenti anche fuori regione, alcune delle quali estremamente eloquenti. «Cipolla», si legge in uno dei capi di imputazione, «eseguiva finanziamenti e contributi illeciti per 16 mila euro in favore di Cuzzi che li riceveva in qualità di candidato alla carica di consigliere regionale nelle elezioni del 10 febbraio 2019 (che lo vedevano perdente) e successivamente di candidato alla carica di consigliere comunale nelle elezioni del 26 maggio 2019, nelle quali Cuzzi risultava eletto con 856 voti». Contributi elargiti «senza che fossero stati deliberati dall'organo sociale competente».
CONTRIBUTI ELETTORALI E poi ci sono la cena da Bolsena (2.250 euro), lo spettacolo alla discoteca Megà (6.600 euro) con i Gemelli Diversi, tutto fatturato dalle società di Cipolla. E poi tanti altri contributi di vario genere come le auto usate in campagna elettorale pagate invece dalla società di Summa. «Cuzzi asserviva costantemente la funzione pubblica esercitata, per denaro e altre utilità, agli interessi privati di Cipolla», scrive a riguardo il pm Sciarretta.
LA DIFESA Le misure cautelari degli arresti domiciliari vennero poi ridotte di molto, parte dallo stesso gip dopo l'interrogatorio di garanzia e parte dopo il riesame: per tutti a eccezione di Cuzzi, per il quale i domiciliari vennero sostituiti dal divieto di entrare a Pescara, perché secondo i giudici del riesame potrebbe ancora incidere su dirigenti e funzionari comunali. L'ultima decisione dei giudici del riesame riguarda l'annullamento della sospensione delle attività delle società di Cipolla: provvedimento che, però, il pm ha reiterato e che verrà discusso la prossima settimana davanti al gip. Ora, tutti gli indagati avranno 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere altre indagini o sottoporsi a interrogatorio: dopo, al pm non resterà che ufficializzare la richiesta di processo.