Grandi eventi, al via il processo «I giudici sono compatibili»

21 Dicembre 2021

Dopo i ricorsi, riserva sciolta: il tribunale del Riesame non ha svolto precedenti valutazioni di merito E ieri si è aperto il dibattimento davanti all’unico imputato presente, l’ex assessore Giacomo Cuzzi 

PESCARA. Il collegio del tribunale chiamato a giudicare i protagonisti del processo sui Grandi eventi al Comune di Pescara non rischia nessuna incompatibilità. I giudici si erano presi una settimana per esaminare le carte dei vari ricorsi che c’erano stati durante le indagini davanti al tribunale del Riesame dove, per due terzi, il collegio era formato dagli stessi giudici del processo in corso oggi, che rischiavano quindi l’incompatibilità. E ieri hanno sciolto ogni riserva, mettendo a verbale che il tribunale del Riesame, che si occupò soltanto delle società dell'imprenditore Andrea Cipolla finite sotto sequestro, «non ha svolto valutazioni di merito e di indizio a carico degli imputati, essendosi limitato ad approfondire legittimamente i profili rilevanti ai fini dell’applicabilità alle società a carattere unipersonale, delle discipline di cui al decreto legislativo 231 del 2001 (che norma questa materia ndr)».
E quindi il dibattimento si è ufficialmente aperto alla presenza dell’unico imputato presente, e cioè l’ex assessore Giacomo Cuzzi, principale protagonista della vicenda secondo la procura, sotto processo insieme alla collega dell’epoca, Simona Di Carlo, a Moreno Di Pietratonio (ex segretario cittadino del Pd e dirigente Asl), agli imprenditori Andrea Cipolla, Cristian Summa, Alessandro Michetti, Gianfranco Berardinelli, e alla funzionaria Asl Leila Colucci.
Il pm Luca Sciarretta, che ha condotto l'inchiesta e coordinato il lavoro della guardia di finanza, ha depositato la sua lista di 42 testi da sentire, cominciando proprio dalla prossima udienza del 7 marzo: si comincerà con dieci testi, fra cui, oltre a uomini della polizia giudiziaria che spiegheranno il lavoro investigativo svolto, anche il tenore Piero Mazzocchetti. Quest’ultimo dovrà riferire al collegio «sull’attività lavorativa svolta, sui rapporti con Cuzzi e Cipolla, sull’organizzazione e il pagamento di un evento tenutosi l’8 febbraio 2019 presso la discoteca Megà nell’ambito della campagna elettorale»: e, altro teste collegato, sarà appunto il gestore della discoteca. E così anche la parte civile Asl, e il collegio difensivo hanno presentato le liste dei loro testimoni.
In totale sono circa 130 i testimoni, fra cui nomi noti della politica a cominciare dall’attuale senatore Luciano D’Alfonso (citato dalle difese di Cuzzi e Di Pietrantonio), chiamato quale esperto amministratore ed ex sindaco di Pescara per conoscere le prassi seguite per l’organizzazione di manifestazioni ed eventi. Ma come testimoni sfileranno anche l’ex sindaco Marco Alessandrini e l’attuale primo cittadino, Carlo Masci, quest’ultimo citato però dall'accusa. E poi ancora l’ex direttore generale del Comune di Pescara, Guido Dezio, e altri esponenti politici come Antonio Blasioli, Gianni Teodoro, Francesco Pagnanelli, Giuliano Diodati, Antonella Allegrino, Enzo Del Vecchio. E anche un nome che nessuno avrebbe messo in relazione a questo processo: Luigia Dolce, che è una degli imputati del procedimento che riguarda l’appalto milionario per le residenze extra ospedaliere, che coinvolse lo psichiatra Sabatino Trotta, suicida in carcere il giorno del suo ingresso nella struttura. Una deposizione che dovrebbe riguardare in particolare i rapporti tra Trotta e Moreno Di Pietrantonio. Si torna in aula il 7 marzo.