Grandi eventi: chiesto il processo per Cuzzi e Di Pietrantonio

10 Novembre 2020

A 4 mesi dagli arresti, poi revocati, il pm Sciarretta ha tirato le somme: coinvolti 8 imputati e 4 società  Rischiano il rinvio a giudizio anche l’ex assessore Di Carlo, l’imprenditore Summa e il promoter Cipolla

PESCARA. A distanza di soli quattro mesi dagli arresti dello scorso 9 luglio, la procura di Pescara fa partire la richiesta di processo per i protagonisti dell'inchiesta Grandi eventi: quella sugli appalti affidati direttamente dal Comune di Pescara a due imprenditori dello spettacolo, senza il necessario passaggio dell'evidenza pubblica, e dunque senza gare di appalto o convocazione di più società per valutare quella eventualmente più conveniente.
Il pm Luca Sciarretta, che ha coordinato le indagini svolte dalla Guardia di finanza, ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per gli ex assessori Giacomo Cuzzi e Simona Di Carlo, per gli imprenditori Andrea Cipolla e Cristian Summa, per l'allora segretario cittadino del Pd, nonché dirigente della Asl di Pescara, Moreno Di Pietrantonio, per il socio di Cipolla, Gianfranco Berardinelli, per il rappresentante legale della società Elite Agency Group, Alessandro Michetti, e per la funzionaria della azienda sanitaria Leila Colucci.
LE ACCUSE In totale gli indagati sono otto ai quali si aggiungono anche quattro società come persone giuridiche. Rispetto all'avviso di conclusione delle indagini, spedito dalla procura il mese scorso, non è cambiato assolutamente nulla. Le ipotesi accusatorie restano anche quelle le stesse: corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti e finanziamento illecito dei partiti. La procura aveva stilato le diverse accuse contro gli indagati, dividendole in tre distinti filoni.
IL PRIMO FILONE Il primo riguardava gli affidamenti diretti al promoter Cipolla: 21 fra eventi e concerti per i quali, secondo l'accusa, Cuzzi si sarebbe adoperato «affinché venissero aggiudicati nella loro totalità alle società di Cipolla e del suo socio Berardinelli per un importo complessivo di un milione e 900mila euro», nell'arco di tempo che va dal dicembre 2014 al maggio del 2019, senza naturalmente ricorrere all'evidenza pubblica e dunque alla convocazione di altri promoter.
Parliamo di concerti e manifestazioni importanti come "Il Capodanno in piazza" o altre manifestazioni simili, con artisti di nome come i Negrita, I Tiromancino, Ermal Meta, Irene Grandi, Arisa, Luca Barbarossa, Emis Killa, Loredana Bertè, il rapper J-Ax.
«Cuzzi era legato a Cipolla da rapporti amicali, politici ed economici, nell'ambito dei quali Cipolla», scrive il pm in uno dei passaggi significativi dell'accusa, «garantiva a Cuzzi plurimi illeciti finanziamenti e contributi elettorali, nonché plurime attività di propaganda elettorale e di procacciamento di voti».
IL SECONDO FILONE Nel secondo filone, sempre legato agli spettacoli, oltre a Cuzzi figurano anche Moreno Di Pietrantonio, Simona Di Carlo e l'altro imprenditore Cristian Summa: anche lui favorito, secondo l'accusa, per la realizzazione di una decina di progetti per complessivi 190mila euro ("Pescara Mapping", "Estate a Pescara Vecchia", "Il mare in festa presso l'Arena del mare", "ViviAmo l'ambiente, "Noi e l'ambiente", per citarne alcuni).
IL TERZO FILONE Il terzo filone d'indagine era invece relativo all'assunzione della Di Carlo alla Asl, secondo la procura pilotata e costruita su misura per i requisiti posseduti dalla stessa Di Carlo: obiettivo che sarebbe stato raggiunto grazie all'interessamento di Di Pietrantonio che nell'azienda ricopriva il ruolo di dirigente facente funzione.
«Con collusioni», si legge nell'imputazione, «e altri mezzi fraudolenti, turbavano la suddetta procedura di gara che si concludeva con la vittoria della Di Carlo». E poi ancora: «Si accordavano tra loro», il riferimento è a Di Carlo e Di Pietrantonio, «per fare inserire nel bando requisiti di ammissione particolarmente selettivi e calibrati perfettamente sui titoli e sulle esperienze professionali della Di Carlo».
LA CORRUZIONE Il capitolo corruzione è comunque quello che guida tutta l'inchiesta che può contare anche su una gran mole di intercettazioni telefoniche, di fotografie, di pedinamenti anche fuori regione: prove ritenute schiaccianti dall'accusa.
«Cipolla», si legge in uno dei capi di imputazione, «eseguiva finanziamenti e contributi illeciti per 16mila euro in favore di Cuzzi che li riceveva in qualità di candidato alla carica di consigliere regionale nelle elezioni del 10 febbraio 2019 (che lo vedevano perdente) e successivamente di candidato alla carica di consigliere comunale nelle elezioni del 26 maggio 2019, nelle quali Cuzzi risultava eletto con 856 voti». Contributi elargiti «senza che fossero stati deliberati dall'organo sociale competente».
CENA E SPETTACOLO E poi ci sono la cena da Bolsena (2.250 euro), lo spettacolo alla discoteca Megà (6.600 euro) con i Gemelli Diversi, tutto fatturato dalle società di Cipolla. E poi tanti altri contributi di vario genere come le auto usate in campagna elettorale pagate invece dalla società di Summa.
«Cuzzi asserviva costantemente la funzione pubblica esercitata, per denaro e altre utilità, agli interessi privati di Cipolla», scrive a riguardo il pm Sciarretta.
Le misure cautelari degli arresti domiciliari vennero poi ridotte di molto, in parte dallo stesso gip dopo l'interrogatorio di garanzia e in parte dopo il riesame: per tutti ad eccezione di Cuzzi, per il quale i domiciliari vennero sostituiti dal divieto di entrare a Pescara, perché secondo i giudici del riesame potrebbe ancora incidere su dirigenti e funzionari comunali.
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