Grandi eventi, ecco come Cipolla cercava appoggi nel centrodestra

Nelle carte dell’inchiesta, l’imprenditore spiega al socio il rapporto con la nuova amministrazione «Masci è proprio amico mio, è venuto al mio matrimonio». E consiglia Cremonese a Guerino Testa
PESCARA. Nel confezionare la richiesta di misura cautelare per i cinque protagonisti finiti agli arresti domiciliari per l'inchiesta Grandi Eventi (Giacomo Cuzzi, Moreno Di Pietrantonio, Simona Di Carlo e i due imprenditori Cristian Summa e Andrea Cipolla) il pm Luca Sciarretta tocca anche quegli aspetti di continuità che riguardano le attività delle società di Cipolla, emerse da diverse intercettazioni dopo la sconfitta del centrosinistra alla guida del Comune di Pescara.
«Nelle conversazioni dei giorni successivi alle elezioni», scrive il pm, «venivano registrati vari ragionamenti di Andrea Cipolla con diversi interlocutori e con il socio Gianfranco Berardinelli, in merito al futuro scenario imprenditoriale a seguito degli esiti delle elezioni tenutesi». Insomma Cipolla, anche se rammaricato per il fatto che Cuzzi non sarà più assessore, si dichiara comunque soddisfatto di come potrà andare da lì in poi con la nuova giunta, e pensa che non ci saranno problemi nel riciclarsi con il centrodestra.
Cipolla vanta la sua amicizia con il nuovo sindaco Carlo Masci, anche se il suo socio, Berardinelli, ha delle perplessità. «Tu comunque hai sempre una talpa dentro che si chiama Giacomo Cuzzi», dice Berardinelli, «il problema è che non comanda un c... Cuzzi, ti può dare le dritte». E Cipolla ribatte: «Io, Gianfrà con Carlo Masci in teoria dovrei stare meglio di Giacomo perché Giacomo a me mi ha dato tutta la sua fiducia... soltanto me la sono andata ad acchiappare pure con Carlo... non me ne frega un c... di franchi tiratori».
Cipolla continua affermando che se l'assessorato ai Grandi eventi dovesse andare alla Lega, sarebbe ancora meglio in quanto c'è il suo amico Gianni Santilli. Berardinelli si informa su chi dei concorrenti abbia appoggiato i vincitori e Cipolla gli dice che non c'è stato nessuno in particolare. Poi aggiunge di avere un gruppo in cui c'è il figlio di Masci e si ripromette di chiamare quest'ultimo, anche se potrà incontrarlo alla festa dei Colli.
Ma Berardinelli gli dice che è controproducente farsi vedere con Masci in quanto i vincenti tendono a scollarsi di dosso tutti quelli che hanno lavorato con gli amministratori uscenti. Nel pomeriggio dello stesso giorno, Cipolla telefona a Guerino Testa, al quale fa i complimenti per il risultato politico di Fratelli d'Italia e gli chiede: «Ma l'assessorato al turismo fallo piglià a Cremonese, a quello gli piace! O no?».
In un'altra telefonata con un manager dello spettacolo, Cipolla torna sull'argomento. L’altro gli chiede notizie sul nuovo sindaco: «Ma è un tuo uomo o un tuo...coso?» e Cipolla lo rassicura: «Mio uomo, tranquillamente». E l'interlocutore gli chiede: «Ma tu sei di destra o di sinistra?», e la risposta è classica per un certo tipo di imprenditore: «Io destra o sinistra è indifferente: avevo l'assessore amico mio, tu non l'hai conosciuto, quello piccoletto, di sinistra, però il sindaco che è stato eletto è di destra, però è proprio amico mio...è venuto al mio matrimonio, non ci sta problema, lui mi ha detto: Andrè noi dobbiamo fare la notte bianca e dobbiamo fare un po' di eventi».
Poi, dopo queste dichiarazioni torna a parlare con il socio Berardinelli e gli riferisce di aver parlato con Testa. E, sentito lo stupore dell'interlocutore, Cipolla gli dice: «Sì, sì, sto messo bene Gianfrà con questi, ho fatto troppi favori. Questi mo già s'abbiano a cercà gruppi gratis...poi recuperemo...ti diranno». E sempre con Berardinelli parla ancora di Testa. «Ieri ho riparlato pure con Guerino Testa, è venuto a cena con me dopo. Mi ha detto: Andrè guarda hai tutti contro, ma tu c'hai da parte mia...ci sono io, mi ha detto: ci sto io e Carlo...ci pensiamo. Gli hanno detto che io sono un affiliato di Giacomo, che non devono far lavorare a me, a me non me ne frega un c..., con Guerino sto veramente da Dio perché l'assessorato è suo, già me lo ha detto. Comanda lui, i voti li ha presi. Lui è consigliere regionale e non si è candidato e i voti li ha fatti prendere a un suo affiliato, a un suo galoppino...sono tutti voti suoi e mi ha detto: mo dobbiamo cominciare a lavorare e basta».
Uno spaccato di rapporti con i politici locali, con affermazioni che Cipolla potrebbe anche aver riferito per millantare le sue conoscenze, ma che comunque serve al pm per inquadrare il "sistema" con il quale Cuzzi e Cipolla erano andati avanti dal 2014 al 2019. Intanto, si attende la decisione del gip Elio Bongrazio sulla revoca della misura chiesta per Cuzzi dopo l'interrogatorio di garanzia. Dovrebbe arrivare all'inizio della prossima settimana. E lunedì scadono i termini per eventuali ricorsi al tribunale del riesame e vedremo, nel caso, quanti ne verranno presentati da parte degli altri finiti come Cuzzi agli arresti domiciliari per reati che, a vario titolo, vanno dalla corruzione alla turbativa d'asta fino al finanziamento illecito.
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