Grandi eventi, i sindaci in aula: «La politica dà solo gli indirizzi»

7 Febbraio 2023

Masci: «L’imprenditore Cipolla? Lo conosco da quando era piccolo, con me solo qualche lavoro» L’ex Alessandrini sull’operato del suo assessore Cuzzi: mai avuto sentore che ci fossero cose anomale

PESCARA. Sfilata di politici e dirigenti nell’udienza di ieri sul presunto scandalo per l'organizzazione degli eventi sotto la guida dell'ex assessore comunale al ramo, Giacomo Cuzzi, oggi sotto processo con altri sette imputati per aver favorito, secondo l'accusa, i due imprenditori Andrea Cipolla e Cristian Summa (anche loro imputati), in cambio di presunte tangenti o finanziamenti illeciti al partito. Le testimonianze del sindaco Carlo Masci e dell'attuale assessore Alfredo Cremonese (che prese il posto di Cuzzi), per la pubblica accusa (rappresentata dal pm Luca Sciarretta) erano finalizzate a dimostrare un diverso modo di affrontare il problema da parte dell’attuale amministrazione rispetto alla precedente. A tal proposito, l’avvocato Marco Spagnuolo, che assiste Cipolla, ha depositato al tribunale una serie di delibere dell’amministrazione in carica che avrebbero seguito lo stesso iter dei predecessori, se non per l’istituzione di un albo degli agenti che però prevede, a loro dire, la possibilità di iscrizione in qualsiasi momento e con scadenza molto lunga.
IL SINDACO MASCI «Cipolla», ha detto il sindaco Masci al pm che gli chiedeva conto dei suoi rapporti con l'imprenditore, «lo conoscevo da prima che nascesse, visto che sua nonna era amica dei miei genitori. Ha iniziato la sua attività quando io, dal 1994 al 2003, ero assessore al turismo: ha fatto qualche lavoro con me, ma durante l’ultima campagna elettorale non ho avuto nessun rapporto con lui». Il sindaco ha poi spiegato la questione delle variazioni di bilancio, perfettamente regolari soprattutto in quel settore, e poi ha fatto una distinzione netta tra l’operato della politica e quello amministrativo, tema ribadito da tutti i testi di ieri e utile soprattutto alle difese.
«La politica dà gli indirizzi, poi i dirigenti predispongono gli atti che noi votiamo con il loro parere favorevole. Ogni nostro atto contiene i pareri obbligatori dei dirigenti, e per noi è quello che conta. Per quanto riguarda, poi, i rapporti personali, sono altra cosa. Credo che nei processi come questo ci siano rapporti personali legati ad attività amministrative, ma io su questo non posso dire nulla perché non conosco assolutamente nulla». Riferimento legato alle accuse di favoritismi nei confronti degli imprenditori e ai presunti rapporti corruttivi.
L’EX ALESSANDRINI Sentito anche l’ex sindaco Marco Alessandrini sotto la cui gestione si sarebbero verificati i fatti del processo.
«Io non ho mai avuto sentore che ci fossero cose anomale: nessuno ha mai chiesto approfondimenti su quelle delibere». E parla dell’iter seguito per gli affidamenti degli incarichi.
«A me è sempre stata ben presente la distinzione tra indirizzo politico e la struttura che organizza gli eventi. Noi facemmo anche una battaglia per introdurre la tassa di soggiorno con l'intento che quei fondi fossero vincolati alla realizzazione di iniziative, visto che quando arrivai in Comune avevamo “le pezze al sedere”, non c'erano fondi». Alessandrini chiarisce poi il ruolo dell’assessore nella scelta dell'artista, sottolineando il fatto che qualche volta l’artista anticipava l’evento sui social, quando ancora non era stata varata la delibera. «Ma parliamo di 24 ore prima», ha detto l’ex sindaco, «perché il sistema dello spettacolo funziona così».
L’ASSESSORE CREMONESE L'attuale assessore Alfredo Cremonese ha poi puntualizzato quale sia la regola seguita oggi per l'affidamento degli incarichi. «Anche consigliato dai miei dirigenti, ho cercato di dare discontinuità, con l’istituzione di un albo dei fornitori. Abbiamo cercato di applicare un criterio molto chiaro con la massima rotazione possibile, per dare modo a tutte le agenzie di poter lavorare nel nostro territorio». Ma anche lui ha ribadito che «l’iter non lo seguiamo noi, ma i dirigenti».
IL CONSULENTE DEL PM Il consulente del pm Rinaldo Chiriconi, impiegato della Regione Toscana, ha dato la sua versione su quegli affidamenti diretti. Il Comune avrebbe dovuto prendere contatto con l’agente dell'artista, non con il promoter che comportava anche un aggravio di spesa: «In quelle delibere ci sono delle incongruenze rispetto alla norma: di solito si dà mandato ai dirigenti, mentre qui, travalicando i propri doveri, la giunta affida l’evento invocando l’infungibilità dell'artista». E nel controesame delle difese, il consulente finisce sulla graticola.
I DIRIGENTI COMUNALI Sentito anche il dirigente Andrea Ruggieri sulle questioni finanziarie delle delibere, mentre per l’altro dirigente, Marco Molisani, le difese hanno optato per acquisire le sue dichiarazioni rese al pm.
LE DIFESE Positivo il giudizio delle difese. «Ritengo sia andata molto bene per noi», dice l’avvocato Massimo Galasso uno dei difensori di Cuzzi, «soprattutto con la deposizione del consulente del pm che rappresentava la prova regina, secondo l’accusa, sulla legittimità o meno degli affidamenti diretti, e mi pare che il perito abbia chiarito il concetto: erano illegittimi perché il Comune avrebbe dovuto trattare con l’agente dell’artista e non con il promoter, ma dà per scontato che esiste l’esclusività, quindi vuol dire che affidamento diretto è corretto. Tema che riguarda tutte le contestazioni sulle turbative d’asta e quindi argomento rilevante ai fini del processo».
Si torna in aula il 13 marzo.