Grandi eventi, la difesa di Cuzzi: «Procedure gestite dagli uffici»

19 Giugno 2021

L’avvocato dell’ex assessore chiede il non luogo a procedere: il suo compito era solo scegliere l’artista E il legale di Cipolla rimarca il mancato coinvolgimento nella vicenda di due società del promoter

PESCARA. «In riferimento alla prova documentale in atti, riteniamo che per il reato di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente questo giudice dovrebbe applicare il non luogo a procedere perché in questo caso non previsto dalla legge come reato, quanto alla corruzione, alla luce delle prove acquisite riteniamo manchi la materialità dei fatti ascritti e soprattutto il fatto risulta diverso da quello contestato».
Così l’avvocato Gianfranco Iadecola, che insieme a Nicola Lotti difende l’ex assessore Giacomo Cuzzi nel procedimento “Grandi eventi”, sintetizza al gup Antonella Di Carlo la posizione del suo assistito, smontando nel giro di mezz’ora l’accusa sostenuta dal pm Luca Sciarretta che aveva chiesto il rinvio a giudizio di tutti e otto gli imputati coinvolti nell’inchiesta.
Ma ieri era la volta della difesa del principale imputato, appunto l’ex assessore comunale al Turismo e Grandi eventi, Giacomo Cuzzi. «Abbiamo sostenuto», afferma al termine dell’udienza il legale Iadecola, «che non è affatto individuabile questo ruolo di dominus di Cuzzi all’interno di questa gestione, almeno per come l’ha descritta la pubblica accusa, perché la legge non lo consente e non lo prevede: in realtà compito dell’assessore è individuare l’artista, che è un atto che appartiene alla politica cui appartiene l’assessore».
Insomma, la difesa ha fatto una netta distinzione tra l’indirizzo politico e la realtà fattuale del procedimento amministrativo che, a dire dei difensori, sarebbe una cosa completamente diversa. Dunque, non si possono attribuire a Cuzzi responsabilità e compiti che non gli competono, ma semmai questi fatti andrebbero contestati ad altri, ma neppure. E il legale spiega il perché. «Tutti gli adempimenti successivi», prosegue Iadecola, «la conformità alla procedura, il rispetto delle condizioni stabilite non solo dalla legge, ma anche dalle linee guida fissate dall’autorità nazionale anticorruzione, sono tutte fasi e condotte che competono e sono appannaggio esclusivo degli uffici tecnici e dirigenziali del Comune di Pescara, che non sono stati correttamente indagati in quanto hanno agito in piena legittimità assecondando, nel periodo dell’assessore Cuzzi, una prassi risalente nel tempo nell’amministrazione di Pescara. Non è quindi una prassi nuova quella dell’affidamento diretto in relazione a prestazioni infungibili che l’assessore Cuzzi ha inaugurato. Gli uffici hanno agito correttamente in quanto la norma non prevedeva una procedura di gara vera e propria. Ed in questo senso abbiamo spiegato il perché il Comune non si è costituito parte civile».
E quindi, secondo la difesa, se l’iter era legittimo, la corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio non esiste. Una difesa quindi incentrata sulla netta distinzione tra indirizzo politico e attività amministrativa che dirigenti e funzionari avevano il dovere di controllare, visionare e verificare.
Ma il pm Sciarretta nella sua requisitoria era stato altrettanto chiaro, parlando di «condotte illecite reiterate che sono l’espressione dell’arroganza e del disprezzo dei rappresentanti pubblici che non si preoccupano della tutela del bene pubblico in quanto la loro stella polare è l'interesse privato», così come aveva smontato il teorema dell’infungibilità dell’opera dell’imprenditore dello spettacolo. Ma c'è anche un altro ostacolo, peraltro non di poco conto, che la difesa dovrà superare e che riguarda lo scambio corruttivo spiegato dall’accusa. Cuzzi avrebbe favorito le società dell’imprenditore dello spettacolo Andrea Cipolla, suo amico, in cambio di contributi elettorali. E resta un problema per la difesa il fatto che le cene elettorali e gli spettacoli in campagna elettorale fossero stati pagati dalle società di Cipolla.
Prima di Iadecola, l’avvocato Augusto La Morgia aveva trattato la posizione delle società di Cipolla coinvolte come persone giuridiche, spiegando come almeno due di esse non abbiano mai dato nulla a Cuzzi né si si sono mai interposte fittiziamente con fatture. Ed ha richiamato i ricorsi al tribunale del riesame e l’ultimo della Cassazione che ha di nuovo rimesso al tribunale del riesame di Pescara il giudizio.
Nella prossima udienza fissata per il 2 luglio parlerà la difesa dell'imprenditore Cristian Summa e poi si passerà alle difese del filone Asl: quello che riguarda Moreno Di Pietrantonio, l'ex assessore Simona Di Carlo, e la funzionaria Asl Leila Colucci. La decisione del gup Di Carlo è invece prevista per il 16 luglio.
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