Grano e cereali crollati del 30%: 400 aziende agricole in crisi

28 Gennaio 2024

Il maltempo della scorsa estate ha danneggiato i produttori vestini e provocato il raddoppio dei prezzi Il consigliere delegato Domenicone: «Le perdite economiche sfiorano il 70%, comparto in ginocchio»

PENNE. Monta la protesta del comparto agricolo vestino. Anche il consigliere comunale delegato all'Agricoltura del Comune di Penne, Federico Domenicone, ha sfilato dall'ex Cofa fino a piazza Unione a Pescara accanto a sindaci, allevatori e agricoltori. A causa delle forti piogge cadute la scorsa estate le aziende agricole del comprensorio vestino hanno subito ingenti danni. È stato registrato un crollo del 20-30% nella produzione di cereali e grano. Il latte, invece, è stato venduto a 13 centesimi in meno al litro dai produttori, con un crollo del 25% rispetto al passato. Il mangime, invece, necessario per fare magiare il bestiame è sceso solo del 5% creando uno scompenso importante.
«A causa della pioggia», spiega Domenicone, «c’è stato uno sfalcio ritardato e di conseguenza una fienagione di pessima qualità che ha portato a perdere oltre 5 litri al giorno di latte per vacca in mungitura». Per la viticultura sono stati registrati danni in un 70% della produzione. Discorso a parte va fatto per gli ortaggi: per le culture protette in serra (pomodori), essendoci poco sole, c'è stata una produzione ridotta del 50%, mentre sui trapianti in pieno campo, come ad esempio i pomodori da salsa, il 50% è risultato non piantato e il 50% non è certo che andrà in produzione. Anche l'olivicoltura ha avuto grosse problematiche.
Il maltempo oltre a danneggiare i produttori ha comportato un innalzamento dei prezzi per i consumatori: più del doppio, con le ciliegie, ad esempio, che da 3 euro al kg sono balzate ad 8 euro. Sono oltre 400 le aziende di zootecnica e comparto ortofrutticolo dell'area vestina e quasi tutte hanno fatto i conti con danni e problematiche nella produzione. «Purtroppo stiamo ancora pagando le conseguenze della ridottissima raccolta del 2023, sia in termini di qualità che di quantità, che ha creato in tutte le aziende perdite economiche che vanno da un 50% fino a sfiorare il 70%», sottolinea ancora Federico Domenicone. «La mobilitazione partita da mezza Europa ora è in atto anche in Italia. In Abruzzo è stato allestito un presidio di trattori e agricoltori a Pescara per sensibilizzare sia l'opinione pubblica sulle reali condizioni del nostro settore e soprattutto far capire che nonostante il nostro impegno per portare cibo sano sulle tavole ormai la situazione è del tutto insostenibile. Questa mobilitazione ha l'intento di scuotere la Comunità Europea per rivedere le scelte fatte negli ultimi anni che mettono in ginocchio un settore che fattura miliardi di euro oltre a dar lavoro a tante persone».
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