Gratis cinque vaccini esenzione per i celiaci

Aggiornato dopo 15 anni l’elenco delle malattie croniche e rare
Alla ricerca di un equilibrio tra la sostenibilità economica e l'allargamento dei diritti dei pazienti, i nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza), presentati giovedì dal ministro della salute Beatrice Lorenzin, provano a ridisegnare le attività, i servizi e le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire in tutte le regioni a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di un ticket. Si tratta di un aggiornamento organizzativo e scientifico atteso da quindici anni, che sostituisce integralmente il testo del 2011.
I successivi passaggi della legge: entro settembre si riunirà la commissione per l’aggiornamento Lea che valuterà gli impatti del Dpcm. La commissione salute ha espresso un parere positivo, chiedendo però ai ministeri delle finanze e della salute di convocare il comitato, previsto dalla legge di stabilità. Eventuali impatti negativi saranno discussi in sede di reparto del fondo sanitario 2017.
Sono stati aggiornati gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all'esenzione, precedentemente escluse dalla lista. Una buona notizia per i celiaci, patologia che passa da rara a cronica. Significa che sarà sufficiente una certificazione di malattia redatta da uno specialista per ottenere un attentato di esenzione. Secondo l'Aic (l’associazione italiana celiachia) i celiaci in Italia al 2013 erano 164mila.
Oltre a loro anche gli affetti da sindrome di Down e di Klinefelter (malattia genetica che comporta un deficit dello sviluppo sessuale) vedono passare la loro patologie dall'elenco delle rare a quello delle croniche. L'Associazione italiana persone down stima che in Italia siano 38mila le persone in questa condizione.
Una voce dei fondi previsti (220 milioni) sarà dedicata al nuovo piano vaccinale, introducendo una serie di vaccini che si potranno fare a costo zero: anti Pneumococco, anti Meningococco, anti Varicella, Rotavirus e anti Papillomavirus anche per i maschi. «Novità positive - commenta Antonio Panti, presidente dell'Ordine dei Medici di Firenze - anche se noi avremmo voluto che certi vaccini fossero estesi anche dai 50 anni in su dai 65 attuali».
Sei nuove malattie invece entrano per la prima volta nell’elenco delle patologie croniche: sindrome da talidomide, osteomielite cronica, patologie renali croniche, rene policistico autosomico dominante, endometriosi negli stadi clinici "moderato" e "grave" (e si tratta di una platea di circa 3 milioni di italiani), broncopneumopatia cronico ostruttiva in alcuni stadi clinici.
«Altri miglioramenti - spiega Panti - ci saranno per l’aumento di connessioni per protesi e ausili. Viene allargata la platea, anche ai pazienti in assistenza domiciliare integrata. Inoltre il fatto che tante prestazioni passino dalla day surgery alla chirurgia ambulatoriale consente di risparmiare molti soldi dando lo stesso servizio». Anche se, fa notare, potrebbero corrispondere ad aumenti del ticket.
E poi si compie una promessa che da tanto tempo veniva annunciata e puntualmente disattesa. Tra le prestazioni che il servizio sanitario dovrà garantire, non solo in regime di ricovero, rientra anche la procreazione medicalmente assistita (Pma), compresa l'eterologa.
Un ritorno al passato sulle prescrizioni dei medici. «Si torna all’idea - dice Panti - che certi accertamenti possono essere chiesti solo in presenza di determinate patologie: le prestazioni per cui ci saranno condizioni di erogabilità scendono a circa 40 (riguarderanno per ora alcune radioterapie, i test genetici e poco altro) mentre per le altre vi saranno delle indicazioni prescrittive». Ma il rischio è che pur migliorando l'autonomia del medico nel poter richiedere un esame che lui ritiene rilevante, quell’esame non sia poi rimborsabile mancando le coperture. Preoccupazione anche per le liste d’attesa, che rischiano di congestionarsi. Le risorse individuate dal ministero sono nell’ordine dei 770 milioni di euro. Il fondo di 800 milioni nazionale sarà ripartito con le percentuali del fondo sanitario.

