«Grazie a queste persone sono rinato, il mio sogno è fare lo chef»
«Per tutta la vita sarò riconoscente a queste persone che mi stanno aiutando e stanno scommettendo su di me. Non posso deluderle, mai avrei immaginato di poter avere l'opportunità di lavorare e di...
«Per tutta la vita sarò riconoscente a queste persone che mi stanno aiutando e stanno scommettendo su di me. Non posso deluderle, mai avrei immaginato di poter avere l'opportunità di lavorare e di tornare a camminare sulla retta vita. Desidero riavere una vita normale, riabbracciare la mia famiglia e un giorno diventare chef». Hassan (nome di fantasia) 32 anni, originario di Casablanca, in Marocco, padre di due figli di 11 e 6 anni, da un mese lavora come aiuto cuoco al lido La Playa grazie al progetto «Seconda chance». «Il primo giorno di lavoro mi sono commosso, ho pianto», racconta il giovane, detenuto prima a Roma e poi al San Donato, «non riuscivo a credere di avere un lavoro e di averlo trovato sul mare, che amo tantissimo. Ringrazio le persone che mi stanno aiutando, nella mia vita ho sbagliato tanto ma sto facendo sacrifici per uscire dai periodi bui. Stare in cucina mi piace, per anni ho fatto questo lavoro e vorrei diventare chef, un giorno». Da ragazzino è arrivato a Pescara con i genitori, ha avuto un'adolescenza tumultuosa e piena di alti e bassi. Anni difficili culminati nella detenzione, due anni fa. A Rebibbia, nella capitale, è stato inserito nel progetto «Seconda chance» che lo ha seguito fino a Pescara. «Stavo per cominciare a lavorare in un ristorante di Roma"», rivela Hassan, «mi avevano già preso scarpe e divisa, quando è arrivato il riavvicinamento a Pescara». Il giovane marocchino svolge il suo lavoro dalle 10 di mattina fino alle 17. (c.co.)

