«Grazie ai tagli, adesso si torna a chiedere lavoro»

PESCARA. «Fino al 2020 arrivavano, ogni anno, pacchetti di curriculum per poter lavorare negli stabilimenti balneari, poi più niente. Abbiamo sofferto molto. Adesso sembra andare meglio. Le persone,...
PESCARA. «Fino al 2020 arrivavano, ogni anno, pacchetti di curriculum per poter lavorare negli stabilimenti balneari, poi più niente. Abbiamo sofferto molto. Adesso sembra andare meglio. Le persone, soprattutto i ragazzi, hanno ripreso a chiamarci e a passare». Non riesce quasi a crederci Riccardo Padovano, presidente di Sib Confcommercio, dopo che per due anni non ha fatto altro che lanciare allarmi sulla carenza di personale sulle spiagge. Carenza ricollegata sempre a due cause. Se per gli imprenditori la “colpa” è stata del reddito di cittadinanza, che ha portato in tanti a non accettare lavori o a farlo solo in nero, per gli aspiranti addetti il vero motivo erano le paghe troppo basse.
«Si ricomincia finalmente a vedere movimento e interesse», sottolinea Padovano. "Come ho già detto tante volte, le nostre assunzioni sono regolari e applichiamo quelli che sono i contratti nazionali per il turismo. Quest’anno abbiamo aperto uno sportello alla Confcommercio e se ci sono persone che vogliono lavorare con noi, possono inviarci una email. Cerchiamo cuochi, aiuto cuochi, pizzaioli, baristi, lavapiatti, steward di spiaggia. Ci stiamo preparando per l’estate e organizzando dei corsi professionali. Il settore ha bisogno di personale che sia esperto e qualificato. A giorni promuoveremo un corso per steward. Questa figura dovrà occuparsi della sistemazione delle attrezzature, ma anche di accompagnare i clienti sotto l’ombrellone. Lavoreremo in collaborazione anche con colleghi di Lignano Sabbiadoro che hanno promosso un progetto per formare assistenti bagnanti che sappiano accogliere adeguatamente le persone con disabilità. Tante sono le iniziative. Abbiamo però bisogno di gente che viene in spiaggia a darci una mano. Tutto quanto deve essere pronto per il primo giugno. Quindi, raccogliamo adesso le adesioni, che speriamo siano tante come lo erano una volta. Lo scorso anno, abbiamo cercato di coinvolgere anche i profughi ucraini. Tra pandemia, guerra e crisi economica, non è stato un periodo facile. La difficoltà a reperire gli organici ci ha costretto a volte a chiedere anche il doppio turno, mattina e sera, al personale già in servizio. E anche noi titolari siamo entrati nelle cucine, abbiamo servito in sala. Un sacrificio di tutti, ma non abbiamo mai rimandato indietro nessuno e abbiamo cercato di non far mancare mai nulla ai clienti». (a.d.f.)

