Grecia, Spagna e Croazia: ecco le mete più desiderate

25 Agosto 2018

Le agenzie: «Il mercato del turismo non conosce crisi, si fanno anche i prestiti» In Italia resistono Sicilia, Sardegna e Puglia, ma c’è chi parte per il Giappone

PESCARA. La crisi non c’è. Almeno nel settore turistico. L’idea di trascorrere qualche giorno di relax, lontano dalla solita routine, fa mettere più facilmente la mano nel portafoglio ai pescaresi, che non rinunciano al consueto viaggio estivo.
Anche il 2018 ha fatto registrare un flusso importante di partenze, come testimoniato dagli operatori del settore. Marco Cagidemetrio, titolare della storica agenzia di via Ravenna, traccia un primo bilancio: «La Grecia è stata la destinazione più gettonata, sia per un discorso di vicinanza, sia perché non eccessivamente dispendiosa. Corfù, Santorini, le Cicladi e Naxos tra le località più richieste, tanto dai ragazzi quanto dalle coppie e dalle famiglie».
Da uno spaccato emerge che c’è una prima fascia di età compresa tra i 18 e i 25 anni, quella più giovane, a cui interessa principalmente il mare e l’intrattenimento notturno. Questa, oltre alla Grecia, richiede destinazioni come il Montenegro o la Croazia, in particolare Novalja, la nuova patria del divertimento. Poi ci sono le coppie e le famiglie che preferiscono la tranquillità del villaggio turistico, magari unita alla scoperta dei luoghi attraverso gite organizzate ed escursioni. Sempre rimanendo nel Mediterraneo, non scende l’appeal della Spagna e delle sue isole, mentre in forte ripresa è il turismo verso l’Egitto, bruscamente frenato dagli attacchi terroristici del passato e adesso in netta ascesa, tanto che i tour operator fanno registrare un + 400% nella stagione ancora in corso. «La moda del momento viaggia sulle navi da crociera», spiega Cagidemetrio, «tanto nel Mediterraneo quanto nelle capitali del Nord Europa. Noi abbiamo già prenotazioni per l’estate 2019».
In Italia invece ci si muove con più fatica, soprattutto a causa dei costi elevati. A trainare il mercato ci sono Sicilia, Puglia e Sardegna, ma spesso chi si muove cerca di ottenere il massimo del servizio a prezzi contenuti, soluzione che poco si sposa che queste località turistiche. A proposito di prezzi, anche qui il dato è interessante: per una settimana di vacanza si spendono mediamente dai 1000 ai 1500 euro a testa, in base ai servizi richiesti, ma la spesa può scendere fino ai 600 euro se si accettano ostelli e soluzioni meno comode, oppure raggiungere i 3.000 euro per le destinazioni a lungo raggio come Stati Uniti e Giappone.
Discorso a parte va riservato ai viaggi di nozze, per i quali davvero non si bada a spese: Filippa Pascarella, dell’agenzia Go Sashay, illustra il quadro: «Si arrivano a spendere anche 20.000 euro per una vacanza da favola, ovviamente parliamo di soluzioni che includono ogni tipo di comfort e servizio. Tra le mete preferite dai nostri clienti ci sono gli U.S.A, la Cina, il Giappone, ma anche l’Australia non viene sottovalutata».
Oltre alle agenzie, con lo sviluppo del web in molti scelgono la soluzione fai da te. Smanettando su alcuni motori di ricerca come booking.com o skyscanner.it è possibile comporre la soluzione preferita risparmiando qualche soldo, ma questa opzione è per lo più rivolta ai giovani. Tanto che gli stessi operatori del settore evidenziano come il numero dei clienti è rimasto pressoché invariato rispetto agli anni scorsi.
A proposito di fare economia, detto che per viaggiare si spende più facilmente, i turisti cercano comunque il modo migliore per non gravare sul bilancio personale e famigliare. Proprio in quest’ottica sono state studiate delle soluzioni che consentono di dilazionare la spesa in più tranche, due, al massimo tre, divise tra acconto e saldo, con un eventuale passaggio intermedio.
Ma non è tutto, perché se si vuole ammortizzare ancora di più l’impatto economico, ci si rivolge alle finanziarie, una soluzione in forte crescita negli ultimi anni, soprattutto tra i più giovani. Almeno il 30% di loro (parliamo di una fascia d’età compresa tra i 18 e i 30 anni), sceglie d’indebitarsi pur di non rinunciare alla vacanza estiva.