Green pass e controlli nei locali «Siamo pronti, ma che fatica»

5 Agosto 2021

I gestori hanno già scaricato la App per scansionare il qr code che mostreranno i clienti all’entrata E annunciano: «Per evitare le attese sarà necessaria una persona dedicata quasi solo alle verifiche»

PESCARA. Tra dubbi e amarezza, i gestori dei locali pescaresi sono pronti a verificare i Green pass dei clienti. A partire da domani per chi vorrà sedersi all’interno di ristoranti e bar (eccetto per il consumo al banco) dovrà essere munito della certificazione verde che attesta la vaccinazione (la prima dose eseguita 15 giorni prima), oppure il risultato negativo di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti, o l’avvenuta guarigione dal Covid, entro sei mesi. I gestori hanno già scaricato da giorni la App Verifica C19, lo strumento che il governo ha sviluppato per scansionare attraverso smartphone o tablet il qr code che i clienti dovranno mostrare, digitalmente o in versione cartacea.
«Il Green pass anche per la nostra categoria è un problema», commenta Carlo Miccoli, titolare del bar Excelsior e presidente della Fipe-Confcommercio che ha scaricato la app sul telefono. «Sarà necessaria una persona quasi esclusivamente dedicata al controllo. Come federazione avevamo chiesto al governo di escludere il settore bar da questo provvedimento e invece non ci hanno ascoltato. Con i clienti storici siamo più sicuri, anche perché da qualche giorno chiediamo a molti se sono muniti di green pass e in tanti ci hanno rassicurato. Qualche intoppo potremmo averlo con le persone di passaggio. Questa novità influirà sul consumo al bancone che rappresenta un importante segmento per i bar e che da quando è scoppiata la pandemia abbiamo perso parzialmente. Già oggi le persone faticano a entrare nelle attività e temo che il Green pass le scoraggerà ulteriormente».
E se Miccoli esclude di richiedere anche il documento di identità, «perché dobbiamo fidarci», sostiene, Dante Baldassarre di Caffè Ideale proverà ad eseguire l’incrocio del green pass e del documento, nonostante si interroghi «sulla effettiva correttezza di un controllo di dati così sensibili da parte di noi gestori. Abbiamo scaricato la app per la lettura del qr code. Per quanto riguarda l’attività di Vlt e scommesse, chiederemo la certificazione all’ingresso, in modo da non fare entrare chi ne è sprovvisto. Sul bar, faremo il controllo ai tavoli. Ancora una volta hanno addossato la responsabilità su di noi, l’anello debole della catena, invece di affidarlo alle forze preposte. Ritengo che sarebbe stato sufficiente farci affiggere dei cartelli per avvisare sulla obbligatorietà della certificazione, lasciando a ciascuno la responsabilità individuale. Il nostro lavoro non è di guardie, ma di accoglienza. E invece ci stanno snaturando».
Il cocktail bar La Nuova Lavanderia per il momento ha deciso di aggirare il problema, garantendo il servizio esclusivamente all’aperto. «Almeno all’inizio sfrutteremo solo i tavoli all’esterno ed eviteremo il servizio all’interno perché reputiamo nebulosa la normativa», spiega il titolare Francesco Silvestri, presidente della Fiepet-Confesercenti, la federazione dei pubblici esercizi. «Nel frattempo abbiamo scaricato la app e siamo già pronti per lo step successivo. La mia speranza è che questa introduzione sia un incentivo per convincere gli scettici a vaccinarsi, così che raggiunta una certa soglia magari il Green pass non sarà più necessario, e che sia solo una soluzione temporanea». Carlo Ferraioli prova ad anticipare la raccolta delle certificazioni già in fase di prenotazione. «Abbiamo scaricato la app e ci stiamo organizzando con le prenotazioni su Whatsapp chiedendo in anticipo a chi vuole, e ha dimestichezza, di mandarci il Green pass, per provare a evitare un po’ di calca all'ingresso. Per gli altri scannerizzeremo il qr code all’arrivo. Negli orari di punta, metteremo una persona dedicata all’ingresso, ma soprattutto nei primi giorni sarà difficile, perché è una novità e inevitabilmente si creeranno situazioni di attesa. Poi anche questo farà parte del nostro lavoro. Nel frattempo stiamo sviluppando una app apposita del nostro ristorante, che sarà in funzione in autunno e che permetterà al cliente di prenotare e caricare il Green pass».
«Noi abbiamo la fortuna di avere tanti spazi all’aperto», ammette Claudio Cilli di Margherita, «e a mio avviso la maggior parte dei clienti preferirà restare all'esterno, anche perché ho la sensazione che in molti non hanno il Green pass. Per gli altri, il responsabile preposto alla tenuta del registro Covid, con nomi e numeri di telefono dei clienti per il tracciamento, aggiungerà anche questo controllo. In caso di banchetti chiediamo il faldone con le certificazioni di tutti gli invitati il giorno prima».