Green pass, scatta l’obbligo «Le aziende sono pronte»
Pagliuca (Confindustria) rassicura, ma troppi no vax nei cantieri e tra gli autisti
È scattata l’ora X. Da oggi il Green pass diventa obbligatorio per tutti i lavoratori. In Abruzzo, sono circa 114 mila gli individui in età lavorativa (20-59 anni) che finora non hanno ricevuto neanche una dose di vaccino. Un problema non da poco, nonostante la possibilità di ricorrere al tampone e dunque al Green pass delle 48 ore. «Si tratta di un forte cambiamento», sottolinea Silvano Pagliuca, presidente di Confindustria Chieti-Pescara, «ma il Green pass è l’unica strada da percorrere per uscire dalla pandemia: il cambiamento può spaventare ma è un passo necessario e le imprese abruzzesi sono pronte. Il Green pass rappresenta l'unico strumento per mettere in sicurezza i luoghi di lavoro. Chi può, si vaccini. Ne va del bene di tutti». Cantieri, trasporti, vigili del fuoco, negozianti: i soggetti non vaccinati sono in ogni settore e, proprio per questo, da oggi sono attesi anche i primi disagi. Il Centro ha fatto il punto della situazione analizzando alcuni settori specifici, e ascoltando i rappresentati delle categorie dove, a partire da oggi, sono attese le maggiori criticità a causa dei lavoratori non ancora vaccinati.
GLI AUTOTRASPORTATORI
È il settore più delicato e dove sono attese le maggiori criticità, a partire da oggi, perché il 90 per cento del commercio nazionale e regionale viaggia su gomma: se si fermano gli autisti, che non hanno il Green pass, rischia di fermarsi un pezzo importante di economia: «A livello regionale, le criticità maggiori legate agli autotrasporti riguarderanno le grandi imprese», sostiene William Facchinetti, responsabile regionale di Cna-Fita, «perché chi non ha fatto il vaccino dovrebbe comunque farsi un tampone ma, viaggiando in autostrada per diverse ore è molto scomodo. In Abruzzo gli autisti non vaccinati sono compresi tra il 20 e il 40%, per questo sarebbe auspicabile estendere la durata del tampone, ma anche installare centri per fare i tamponi in autostrada. Con questo stato di cose non posso escludere criticità anche se l’Abruzzo ha meno autisti non vaccinati rispetto ad altre regioni».
LA POLEMICA SUGLI
AUTISTI STRANIERI «Mi aspetto parecchi problemi», dice Rinaldo Potenza, presidente di Casartigiani Pescara, «soprattutto a partire da lunedì.Per chi trasporta merci, e non è vaccinato, è praticamente impossibile fare un tampone ogni 48 ore. Sono preoccupato perché si rischia un blocco della merce».
Ieri, nel pomeriggio, il governo ha anche chiarito che i lavoratori che arrivano dall’estero, non residenti in Italia, non dovranno avere il Green pass (ma non potranno effettuare il carico e lo scarico delle merci): «Così si creano disparità incredibili con gli autisti italiani», sottolinea Facchinetti, «è una soluzione che non ci convince minimamente e che rischia di creare disparità incredibili sul lavoro. Dialogheremo col governo per cercare di trovare una soluzione, altrimenti si rischiano problematiche ulteriori».
ANCHE I CANTIERI
RISCHIANO IL BLOCCO
È un altro settore fortemente a rischio, come sottolinea il presidente regionale di Cna Costruzioni Aurelio Malvone: «Nella mia azienda ho 60 dipendenti, di cui 5 non vaccinati. Nel giro di una settimana andranno tutti a vaccinarsi, ma, per alcuni giorni questa situazione transitoria, complice l’altissima richiesta di tamponi, creerà numerosi problemi». Quello edile è un settore con tante specificità, sostiene Malvone: «Non mi preoccupa tanto il tasso di non vaccinati, ma il fatto che, chi non ha ancora fatto il vaccino, non sono i lavoratori più giovani o gli extracomunitari, bensì i capicantiere che, se non possono lavorare perché non hanno il pass, finiscono per bloccare l’intera squadra. Secondo me, il settore edile avrà grossi problemi dalla settimana prossima, perché saremo ancora in una fase di transizione in cui molti stanno correndo a vaccinarsi e, al tempo stesso, non trovano i tamponi. E sarà un problema soprattutto per le impresepiù piccole».
IL CASO DEI
VIGILI DEL FUOCO
«All’Aquila circa il 10 per cento dei vigili del fuoco non si è ancora vaccinato», spiega Emilio D’Annibale segretario regionale Abruzzo del sindacato autonomo Conapo, «il dato poi varia da provincia a provincia. Ad esempio, a Chieti ci saranno le criticità maggiori perché il numero è più alto. Ma il problema grosso è che da noi basta una sola defezione per creare il buco di personale e costringerci a turni massacranti».
A livello nazionale, infatti, il sindacato autonomo ha lanciato l’allarme per il sovraffollamento di richieste anche per i tamponi, che rischia di causare un pesante numero di assenze dal servizio e di obbligare il personale in possesso del Green pass a pesanti turni di straordinario (oltre le 12 ore) per sopperire alle assenze, con gravi rischi per la sicurezza sul lavoro.
«Una possibile soluzione», prosegue D’Annibale, «sarebbe far fare i tamponi gratuitamente, perché molti non possono pagarsi i costi dei tamponi avendo risicate economie familiari». Ieri, inoltre, il sindacato autonomo ha scritto al governo chiedendo «una deroga e misure specifiche di applicazione per i vigili del fuoco, poiché se viene meno il servizio di soccorso pubblico dei vigili del fuoco viene meno la possibilità di salvare vite umane e di preservare i beni della collettività», si legge nella nota, «compito questo che in Italia possono svolgere solo i vigili del fuoco a differenza di altri corpi che hanno invece funzioni complementari sovrapponibili e sostitutive tra loro, come ad esempio le forze di polizia».
Nella propria nota, il sindacato di categoria Conapo ha chiesto anche precise modifiche, in fase di conversione del decreto legge, mediante emendamenti che possano introdurre «una deroga specifica per i vigili del fuoco, l'accesso riservato e prioritario per la effettuazione dei tamponi, estendere la validità dei tamponi rapidi da 48 ad almeno 72 ore, garantire ai vigili del fuoco e ad altre categorie di pari importanza per la sicurezza pubblica la gratuità dei tamponi finalizzata a non interrompere i servizi di sicurezza e soccorso pubblico».
COMMERCIANTI
ED ESERCENTI
Ma da oggi non sono escluse criticità anche nel settore del commercio e tra i negozianti: «Come associazione di settore, abbiamo sempre preso posizione a favore del Green pass e del vaccino», sottolinea Lido Legnini, direttore regionale di Confesercenti, «lo riteniamo uno strumento molto utile per poter permettere alle nostre attività di restare aperte. Fino a poco fa, infatti, i commercianti svolgevano anche il ruolo di “guardiani” dei clienti, mentre adesso si risolve l’assurda situazione per cui, in certe attività, il dipendente non doveva avere il Green pass e il cliente sì. Dall’altro lato, però, qualche problema si crea perché molti accusano carenze di personale indipendentemente dalla pandemia, che vengono poi accentuate dalla necessità di avere il Green pass per lavorare. Credo che sarebbe saggio allungare la validità del tampone, considerando che, tra titolari e dipendenti, nelle attività commerciali abruzzesi 1 su 5 non ha ancora ricevuto il vaccino».

