GREG E IL ROCK & ROLL «AMO FAR RIDERE E IL SOUND ANNI ’50»

25 Luglio 2014

PESCARA. «Conosco bene il festival You Wanna be Americano. Sono ben contento che esista e di parteciparvi». Parola di Claudio Gregori. Il Greg del celebre duo Lillo&Greg è l’ospite più atteso di...

PESCARA. «Conosco bene il festival You Wanna be Americano. Sono ben contento che esista e di parteciparvi». Parola di Claudio Gregori. Il Greg del celebre duo Lillo&Greg è l’ospite più atteso di questa edizione della rassegna diretta da Marco Sburzo Di Pietro.

Il festival dedicato alle atmosfere dei magici anni Cinquanta e Sessanta si inaugura questa sera a Pescara, nell’ambito della kermesse Estatica.

Ciuffi impomatati e gonne a palloncino, cibo americano, auto d’epoca, ragazze pin up, tanta musica e molto altro ancora animeranno il porto turistico cittadino per tre serate a base di rock’n’roll, swing e rockabilly fino a domenica. La rassegna parte alle 19 con l’apertura del villaggio area expo, live e dj set.

A partire dalle ore 22 si esibiranno i Ragazzi del Giubocs, seguiti, alle 23, dai Fabulous Daddy. A mezzanotte si accenderanno i riflettori sul concerto di Greg, che salirà sul palco accompagnato dalla formazione doo-wop The Frigidaires.

Il Centro ha intervistato Claudio Gregori in occasione della sua partecipazione alla kermesse.

Com’è nata questa sua collaborazione con The Frigidaires?

«Circa tre anni fa si è chiuso il capitolo Blues Willies, formazione con cui ho suonato per quasi 15 anni. Io e uno di loro, Luca Majnardi, ci siamo messi a pensare e ci siamo chiesti: perché non mettere su un gruppo doo-wop? È sempre stato un nostro sogno. Nel gruppo c’è fermento. Il mio auspicio è sempre stato quello di non essere mai una fotocopia di chi ci è stato».

Quale sarà il vostro repertorio di questa sera?

«Facciamo cover di brani entrati nella hit parade o tradotte in italiano, ma anche pezzi originali nostri ispirati a quel mondo. Poi c’è tutto lo spettacolo a corredo. Sul palco, di volta in volta, si esibirà il cantante solista e dietro ci saranno i cori. Il doo-wop è quella forma del rock’n’roll caratterizzato da armonie vocali».

Cosa manca oggi al mondo dello spettacolo rispetto agli anni Cinquanta e Sessanta?

«La prima cosa che manca è la professionalità. Prima c’erano professionisti all’americana. Per fare spettacoli in quegli anni dovevi essere bravo, avere talento. C’erano sceneggiatori che oggi ci sogniamo, come Flaiano. A preparare un balletto c’era il fiore dei coreografi. Prima quando qualcuno era in televisione voleva dire che sapeva fare qualcosa. Oggi è tutto affidato all’improvvisazione e allo sberleffo della vittima di turno».

La comicità garbata di quegli anni, del resto, piace tanto anche a Lillo & Greg. L’avete definita un vostro grande amore.

«In quegli anni c’erano dei grandissimi. Come il Teatro dei Gobbi con Valeri, Caprioli e Bonucci. C’erano l’umorismo di Walter Chiari e, andando un po’ più avanti negli anni, Cochi e Renato. Un umorismo popolare e sofisticato allo stesso tempo. C’era Tognazzi e, oltreoceano, c’erano realtà come i film di Lemmon e Matthau. Sono gli anni che più affascinano e calamitano l’attenzione, anni pieni di fermento, di creatività».

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