Greggi “cuore” di Arrostiland. Ed è già aria di gara per il 2027

2 Agosto 2026

Le comitive dei paesi candidati in massa a Torre de’ Passeri prima del videocontest, in occasione di Centrissimo

TORRE DE’ PASSERI. Il fumo dalle canalette comincia ad alzarsi già nel primo pomeriggio. È il primo agosto. Sembra il Lunedì dell’Angelo. Sono le greggi di Arrostiland, l’anima del festival della Pasquetta abruzzese che non sono voluti mancare all’appuntamento con Centrissimo. La folla che si accalca nel centro di Torre de’ Passeri riporta indietro nel tempo al 2025, quando il paese ha ospitato Arrrostiland. Certo, allora erano in 30mila; in questa Pasquetta in miniatura sono “solo” un migliaio. Il clima che si respira, però, è lo stesso. Le comitive di amici riunite sotto un nome goliardico sono partite in mattinata. Gruppi di dieci, venti anche cinquanta persone. Gli arrosticini sono i protagonisti indiscussi del menu. Come se si fosse di fronte a una produzione in fabbrica, ma diffusa, mazzi di carne di pecora allo spiedo continuano a passare di mano in mano senza tregua. Sono anche il simbolo di quel modo di fare festa tutto abruzzese rappresentato da Arrostiland che si ritrova anche a Centrissimo.

Il legame tra i due eventi è così forte che tra le comitive si trovano anche gruppi che provengono ai paesi candidati a ospitare la prossima edizione. Da Torino di Sangro è partita una brigata da un centinaio di persone. Una carovana di macchine con tanto di pullman da 60 persone. A chi li incontra offrono arrosticini, marrocche (pannocchie), pancetta, birra e Montepulciano. Con un monito, però: «Dovete supportare Torino di Sangro». Non è l’unico paese in corsa che ha deciso di fare propaganda a Torre de’ Passeri. Da Capistrello sono arrivati in più di 20 persone. È un gruppo di grandi e piccini impegnato ininterrottamente con le braci, che ha alla guida il sindaco Maurizio Murzilli. Arrostiland entra anche nella casa delle istituzioni.

A due passi da loro, un altro gruppo fa proselitismo per la propria candidatura. Da Trasacco sono arrivati in trenta. Anche se l’ansia è palpabile (nel giro di qualche minuto saranno svelati i video contest decisivi per la selezione del paese vincitore), l’agonismo non va oltre la goliardia. I vari gruppi in competizione mangiano, brindano e ridono insieme. È questa la rappresentazione plastica dello spirito che anima Arrostiland. Lo chiamano “stato dell’anima”, significa piacere di stare insieme, di condividere. Lo si trova in ogni Pasquetta abruzzese e anche nelle migliaia di persone riunite per Centrissimo.

C’è un gruppo di arrosticinari che si distingue dagli altri. Sono le “all stars” di Arrostiland. I ragazzi che fin dalla prima edizione hanno partecipato all’evento, fino a guadagnarsi un posto d’onore nella storia dell’evento. C’è chi, come William Gelsomino, ha fatto la propria proposta di matrimonio nel Lunedì dell’Angelo. Qualche anno dopo, la coppia è sempre affiatata e si diverte ancora nello stesso modo. C’è solo una differenza rispetto ai primi anni di Arrostiland: adesso la coppia si è allargata a un nuovo membro, un bimbo nato sotto il segno di Arrostiland. La festa continua fino a tarda notte, il fumo continua a uscire dalle canalette. Lo colora il chiarore della luna quasi piena che illumina Torre de’ Passeri. Mentre si mangia, si discute di politica, di attualità. Si immagina il futuro. Che, visto da qui, sembra un po’ meno tetro. Perché si torna a parlare del domani, con fiducia, insieme. Uno di fronte all’altro.

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