Grieco prese a pugni anche il suo legale

Nel 1993 la prima accusa per lesioni. Poi aggredì l’avvocato che gli aveva presentato la parcella e un commercialista
PESCARA. Irascibile, nervoso, Giovanni Grieco non amava essere contraddetto perché, nel caso contrario, ricorreva alle mani. Ha vent’anni, Grieco, quando per la prima volta finisce nei guai per lesioni e viene condannato in via definitiva nel 1998 al pagamento di una multa di un milione di lire, in sostituzione di un mese di reclusione.
Inizia nel 1993 la lunga scia di aggressioni, di violenze, di minacce dell’uomo che mercoledì mattina ha impugnato un coltello strappando la vita a Giandomenico Orlando e arrivando al folle gesto dopo un passato con quattro condanne passate in giudicato: una per porto d’armi commessa a Rimini nel 2000, due per lesioni commesse a Pescara nel 1993 e nel 2000 e ancora una per ingiurie e molestie e disturbo alle persone che risale al 2005. Quattro condanne e tanti procedimenti ancora aperti che raccontano di un’indole aggressiva, di un uomo «dai modi sbrigativi» – come l’hanno definito gli investigatori – «una persona vendicativa» facile alle mani con il culto per il fisico e con la passione per le arti marziali e per la palestra. Una brutalità accompagnata all’esaltazione con i poster del Ventennio appesi in camera e un armamentario di coltelli sempre custoditi nella stanza e sequestrati dalla Volante e dalla Squadra Mobile. In quasi 22 anni, Grieco se l’è presa con molti e per futili motivi: dal marocchino massacrato di botte per avergli rubato il telefonino al noto avvocato steso nel suo studio perché aveva “osato” presentargli la parcella. Il legale aveva assistito Grieco desideroso di essere riconosciuto dal padre. L’avvocato era riuscito a vincere la causa permettendo così all’uomo di essere riconosciuto e di portare il nome del padre che vive lontano. Terminato il lavoro, il legale aveva presentato il conto a Grieco che, però, non aveva gradito e aveva reagito mettendo ko l’avvocato e mandandolo all’ospedale. Due anni fa un inquilino si è ritrovato con il naso rotto perché, durante una riunione condominiale, aveva espresso una divergenza a cui Grieco aveva replicato con un pugno ed urlando: «In questo palazzo comando io». Aggressivo e violento, il 41enne arrestato mercoledì con l’accusa di omicidio ha picchiato anche un commercialista per un diverbio per un parcheggio. In questo caso, Grieco prima avrebbe chiesto scusa al professionista per aver parcheggiato male l’auto ma poi, alla prima reazione dell’uomo, l’avrebbe picchiato. Così, gli avvocati che in questi anni l’hanno assistito non hanno avuto vita facile con un cliente così imprevedibile e facile alla violenza. Adesso, il compito di difendere Grieco è nella mani dell’avvocato Paolo Marino che, stamattina alle 9, sarà nel carcere di Teramo per assisterlo nell’udienza.
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