Grimaldi: riscoprire il rapporto di fiducia con il paziente

15 Novembre 2014

PESCARA. «L’Ordine deve contribuire a favorire il processo di innalzamento della qualità professionale e deve tutelare l’attività dei medici, sempre più soggetta ad attacchi e strumentalizzazioni. E’...

PESCARA. «L’Ordine deve contribuire a favorire il processo di innalzamento della qualità professionale e deve tutelare l’attività dei medici, sempre più soggetta ad attacchi e strumentalizzazioni. E’ necessario quindi che l’intera categoria sostenga l’istituzione ordinistica, affinché questa professione possa riassumere a pieno il proprio legittimo ruolo di leadership nei processi di cura che oggi è in crisi recuperando, così, la sua naturale vocazione alla tutela del bene salute».

E’ questo uno dei passaggi clou della presentazione della lista guidata da Nicola Grimaldi, presidente regionale del sindacato medici di famiglia Snami, che si propone di guidare per i prossimi tre anni l’Ordine. Tra gli aspiranti consiglieri c’è in corsa, al suo fianco, anche il presidente provinciale Evaldo Crisante, entrambi non nuovi a contese elettorali con Enrico Lanciotti, presidente uscente. Il programma di lavoro da realizzare è racchiuso in 15 punti e si parte dalla necessità di «riscoprire il rapporto fiduciario medico-paziente» per poi passare all’organizzazione di «una struttura legale a tutela degli iscritti» e alle azioni finalizzate a «favorire il turnover», consentendo le assunzioni di giovani medici e il superamento del precariato. Da promuovere, poi, la ridefinizione del significato di “colpa grave” e la definizione legislativa dell’”Atto medico” puntando anche all’avvio dell’accertamento d’ufficio della “lite temeraria” nelle cause contro i medici che si rivelano infondate.

Ci si propone anche di «potenziare i percorsi che garantiscano un’idonea selezione dei Ctu, con il coinvolgimento dei responsabili dei tribunali civili e penale» e si intende sollecitare «una rigorosa normativa della pubblicità in materia sanitaria». Da favorire e facilitare l’accesso a «un’idonea copertura assicurativa contro il rischio professionale dei medici», e per l’apertura di studi mono e plurispecialistici e degli ambulatori si dovrà pensare a «procedure autorizzative coerenti e non vessatorie». I corsi di aggiornamento professionale (Ecm) vanno «potenziati e qualificati», e si deve «promuovere e completare il riconoscimento di autonomia e autotrasparenza della componente odontoiatrica».

Tra gli obiettivi, c’è anche «il miglioramento delle condizioni di lavoro che non consentono un’adeguata e corretta erogazione delle cure» e uno dei punti programmatici proposti è «la revisione della programmazione delle immatricolazioni alle facoltà di Medicina e odontoiatria, alle scuole di specializzazione e ai corsi di formazione in Medicina generale in relazione al fabbisogno reale». Per i contatti tra Ordini e iscritti, si deve «modernizzare la comunicazione, fornendo informazioni continue e costanti», ma per questo è sufficiente la posta elettronica.

A supporto di questa lista si è schierata l’Andi, l’Associazione nazionale dentisti italiani, il sindacato di categoria presieduto a livello provinciale da Antonio Tafuri, che ha indicato agli odontoiatri iscritti i candidati da votare, rappresentanti dell’Andi stessa. Pur riconoscendo «indubbie capacità e meriti a chi ci ha rappresentato per tanti anni con coscienza e competenza», e quindi agli uscenti, l’Andi pescarese dice di voler sostenere la «via del totale rinnovamento, per il bene della professione». Un rinnovamento «dal quale attingere linfa necessaria per rivitalizzare l’attività, che sta attraversando un momento non brillante». L’obiettivo è creare «un solido riferimento istituzionale, adeguato ai tempi, che eviti il comune disorientamento». ©RIPRODUZIONE RISERVATA