Guanti e mascherina per il rito funebre

27 Marzo 2020

Il dolore più grande in queste settimane è l'impossibilità di dare un ultimo saluto ai cari defunti. Il protocollo Cei prevede una benedizione impartita da un prete nel sagrato del cimitero, alla...

Il dolore più grande in queste settimane è l'impossibilità di dare un ultimo saluto ai cari defunti. Il protocollo Cei prevede una benedizione impartita da un prete nel sagrato del cimitero, alla presenza dei familiari più stretti. Anche in questo caso, i parroci trovano il modo per accompagnare le famiglie nella difficile fase del distacco. Armato di mascherina, guanti e megafono, don Santuccione ha voluto impartire la sua benedizione alla famiglia di un defunto fuori della porta dell'abitazione. «Alla fine, la famiglia mi ha ringraziato così sentitamente che mi ha fatto commuovere», confessa. «Non voglio che sia una preghiera recitata e basta», dice don Marcucci, «per questo cerco di ritualizzare quel momento, illuminando la bara con un raggio di luce e inserendo degli elementi sulla persona defunta. La mancanza di un rito funebre a tutti gli effetti impedisce di celebrare un passaggio decisivo soprattutto per chi resta».
Da qui, anche un contatto telefonico tra don Cristiano e le famiglie «per dare qualche indicazione per vivere il passaggio che la morte di un caro ti impone». Riti e momenti di saluto che verranno in qualche modo recuperati con le messe in suffragio quando l'emergenza sarà passata. (m.pa.)