Guardia penitenziaria ferita da un detenuto

21 Gennaio 2021

Detenuto aggredisce una guardia penitenziaria e lo ferisce al collo e al torace. L’ennesimo episodio di violenza in carcere si è consumato lunedì scorso al San Donato (nella foto) di Pescara.La...

Detenuto aggredisce una guardia penitenziaria e lo ferisce al collo e al torace. L’ennesimo episodio di violenza in carcere si è consumato lunedì scorso al San Donato (nella foto) di Pescara.
La denuncia arriva da Giuseppe Ninu, segretario regionale del Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che racconta: «Nel primo pomeriggio di lunedì, nella sezione 2ª Giudiziaria, mentre l’assistente di polizia penitenziaria stava aprendo le celle per consentire l’ora d’aria ai detenuti, è stato inspiegabilmente aggredito da un italiano». Il recluso «una volta uscito dalla cella, ha aggredito il poliziotto sorprendendolo alle spalle e cercando di prenderlo per il collo, ma l’assistente è riuscito a divincolarsi e liberarsi. Subito il detenuto è nuovamente ritornato alla carica per cercare uno scontro fisico con l’intento di impossessarsi delle chiavi della sezione». Secondo quanto sostiene il Sappe, il recluso «di esile corporatura e con problemi psichici e fisici» si è avventato contro la guardia che comunque «è riuscita a divincolarsi dall’ultima presa e con grande professionalità e lucidità lo ha riportato a una calma apparente» per avere il tempo di «chiamare i soccorsi» e lo ha condotto verso la zona all’aperto riservata allo svago, dove gli altri carcerati «non erano impegnati in attività ricreative o di lavoro».
Immediatamente, è scattato l’allarme per tutto il personale in servizio che è intervenuto a supporto del collega ferito «che ha riportato vistosi graffi al collo e dolori al torace per venti giorni di prognosi».
Ma «solo grazie alla freddezza e all’ esperienza dell’assistente» rimarca il sindacato della polizia penitenziaria, «l’allarme è subito rientrato».
Di fronte a questa ennesima storia di violenza in carcere, il Sappe «auspica che la Direzione prenda immediati e seri provvedimenti disciplinari» partendo «dal trasferimento del detenuto in altra sede per motivi di opportunità e deferendo lo stesso all' autorità giudiziaria».