Guardie mediche contro i tagli

Stato d’agitazione e attività ridotte per la decurtazione delle indennità
PESCARA. Camici bianchi sul piede di guerra. Contro il taglio delle indennità deciso dalla giunta regionale sulla scia dell’inchiesta aperta dalla Corte dei Conti. E che, secondo i sindacati Fimmg, Snami e Smi, «colpisce ingiustamente e gravemente la categoria dei medici della Continuità assistenziale», ossia della ex Guardia medica.
Per questo, annunciano i segretari regionali delle tre sigle di categoria, Sandro Campanelli, Nicola Grimaldi e Silvio Basile, a partire dal 17 settembre «si atterranno strettamente a quanto previsto e regolamentato dai contratti nazionale e regionale». Con l’esclusione, avvertono, «di tutte quelle prestazioni extracontrattuali» finora assicurate all’utenza «per senso di responsabilità, supplendo anche a carenze di altri servizi». Insomma, si prevede un autunno caldissimo per la sanità abruzzese. Con i medici della Continuità assistenziale pronti non solo al «blocco dell’attività ambulatoriale a libero accesso presso le sedi» che «rimarranno chiuse all’accesso diretto dell’utenza» al servizio, che potrà essere contattato «per via telefonica», con l’espletamento, quindi, solo delle «prestazioni indifferibili domiciliari e territoriali». Ma anche a «blocco delle prescrizioni indotte e per terapie differibili» e «sospensione di ogni collaborazione con i Distretti Sanitari per adempimenti amministrativi». E non è tutto. Dalle ex guardie mediche «non saranno più svolti compiti di competenza del 118 quali la medicalizzazione dell’ambulanza o, in assenza di medico dell’Emergenza sull’ambulanza, la compilazione dell’impegnativa per il ricovero urgente». I medici «saranno inoltre invitati a non mettere più a disposizione il proprio automezzo (rinunciando al relativo rimborso) e a richiedere al Distretto di appartenenza l’automezzo di servizio». Forme di protesta alle quali seguirà, «in tempi brevi», la proclamazione dello stato d’agitazione da parte di Fimmg, Snami e Smi.
Contro il taglio delle indennità anche il consigliere regionale di FI, Mauro Febbo: «Una scelta paradossale, illegittima e oltretutto confusionaria in quanto mi risulta che ancora non vengono accreditati ai dottori lo stipendi del mese di agosto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

