Guariti che si riammalano I casi diventano il doppio

21 Gennaio 2023

L’impennata delle reinfezioni anche se i contagi continuano a diminuire

PESCARA. Covid: in Abruzzo 2.376 nuovi casi, 3.905 guariti e 12 morti. Ma soprattutto si registrano oltre mille guariti che si sono riammalati. È quest’ultimo il dato che caratterizza il nuovo bollettino settimanale sugli sviluppi della pandemia diffuso ieri dall’assessorato alla Sanità. Scendono in quantità ulteriori casi, ricoveri in area medica e numero delle vittime. Ma crescono nettamente le reinfezioni da Covid, quasi al punto di raddoppiare il dato della settimana precedente.
IL NUOVO BOLLETTINO.
Sono scesi a 2.376 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Abruzzo tra il 14 e il 20 gennaio. Sono emersi da 3.645 tamponi molecolari e 13.064 test antigenici. Il totale dei casi sale a 645.711. Di questi, 34.466 sono reinfezioni (+1.137 rispetto a venerdì 13 gennaio).
Dodici i decessi recenti (di età compresa tra 78 e 95 anni): il bilancio delle vittime sale a 3.877. In calo i ricoveri complessivi, ma aumentano quelli in terapia intensiva. Gli attualmente positivi sono 12.278 (-1.541): 155 pazienti (- 24) sono ricoverati in ospedale in area medica e 8 (+ 3) sono in terapia intensiva, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 629.556 (+3.905).
PROVINCE E CITTÀ.
Del totale dei casi, 130.662 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila (+ 335 rispetto alla settimana precedente), 185.306 in provincia di Chieti (+ 1.091), 153.993 in provincia di Pescara (+ 547), 153.411 in provincia di Teramo (+ 361) e 13.194 fuori regione (+ 19), mentre per 9.145 (+23) sono in corso verifiche sulla provenienza. Le città più colpite negli ultimi sette giorni: Pescara 123 casi, L'Aquila 84, Vasto 53, Chieti 52, Lanciano 48, Avezzano 45, Montesilvano 45, Teramo 41, Francavilla 31 e Roseto 25.
L’ANALISI DEI DATI.
Continua a rallentare in modo significativo la diffusione del Covid-19 in Abruzzo: il dato degli ultimi sette giorni fa registrare una flessione del 16%rispetto alla settimana precedente. Nel periodo dal 7 al 13 gennaio, infatti, i nuovi casi erano stati 2.824, mentre negli ultimi sette giorni sono stati 2.376. Di conseguenza, scende rapidamente l'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, che è ora a 187 (una settimana fa 222).
In crescita le reinfezioni: quasi la metà dei casi accertati negli ultimi sette giorni - il 47,9% - riguarda persone che già in precedenza avevano contratto il Covid-19. Complessivamente le reinfezioni sono il 5,3% del totale dei casi accertati in regione dall’inizio della pandemia. In lieve aumento il tasso di positività, la cui media nell'ultima settimana è pari al 14,22%, contro il 13,37% della settimana precedente.
Sul fronte decessi, analizzando i dati contenuti nel bollettino della Regione, si registra una flessione: nell'ultima settimana le vittime sono state 12, contro le 20 di quella precedente. E continuano a scendere anche i ricoveri in area medica, che si riducono del 13%, ma dopo settimane in calo tornano a salire le terapie intensive, che crescono del 60%, passando da 5 a 8 unità.
Il tasso di occupazione dei posti letto al momento sale al 4% per le terapie intensive (una settimana fa 3%) e all'11% per l'area non critica (13%).
PEGGIORA IL CHIETINO.
A livello territoriale, i numeri scendono ovunque tranne che nella provincia di Chieti, che è in testa con un'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti pari a 293 (una settimana fa 203).
Seguono la provincia di Pescara, con un dato pari a 175 (una settimana fa 282), quella di Teramo, con 121 (205) e quella dell'Aquila, con un'incidenza pari a 116 (190).
NUOVO REPORT DELL’ISS.
Nel report pubblicato ieri dall’Istituto superiore di sanità risulta che nessuna Regione è classificata a rischio alto; sette sono a rischio moderato e quattordici classificate a rischio basso.
Tra queste ultime si colloca l’Abruzzo che però e anche tra le nove Regioni che riportano almeno una allerta di resilienza. Il dato abruzzese che l’Iss definisce sotto soglia si riferisce alla possibilità di garantire adeguate risorse per il tracciamento dei contatti, l’isolamento e la quarantena.