«Guasto subito risolto inquinamento minimo»

8 Agosto 2016

Fogna in tilt per 20 minuti e mare vietato, l’amministratore Aca risponde al sindaco: «Manutenzione costante, gli allarmi per le rotture? Li ho messi io, prima non c’erano»

PESCARA. «L’intervento dell’Aca è stato tempestivo: sono passati appena 20 minuti dal momento del blocco dell’elettropompa della golena, con l’allarme di segnalazione, fino alla risoluzione del guasto. Lo sversamento di reflui fognari è stato minimo, nell’ordine di appena qualche centinaio di metri cubi. Questo è quello che è successo, la politica non mi interessa». L’amministratore unico dell’Aca, Enzo Di Baldassarre, non lo dice apertamente ma sembra lasciarlo intendere: il divieto di balneazione, firmato sabato mattina dal sindaco Pd Marco Alessandrini, appare un atto un po’ dovuto e un po’ politico. Dopo tre anni alla guida dell’Aca, Di Baldassarre è in scadenza di mandato e, durante l’ultima assemblea dei soci del 27 luglio scorso, i sindaci Pd si sono allineati per chiedere un rinnovamento e l’uscita di scena dell’amministratore che ha portato l’Aca al concordato e ha fatto tornare i conti in attivo. Così, con la corsa alla successione già aperta, è arrivato il guasto di sabato, quando la pompa è andata in corto circuito, ed è scoppiata la polemica.

Secondo Di Baldassarre, lo sversamento è stato di «appena qualche centinaio di metri cubi. Però», sottolinea, «la scelta di apporre il divieto di balneazione è discrezionale e compete al Comune e non all’Aca». Tanto per dare un’idea con i numeri, il 28 luglio del 2015, a fronte di uno sversamento di 300 mila metri cubi di liquami in circa 12 ore a causa della rottura della fogna in via Raiale, nessun divieto è stato adottato dal Comune; stavolta, invece, con il guasto riparato in 20 minuti, la scelta del Comune è stata diversa e Alessandrini ha disposto il divieto, tra il porto e via Muzii, fino a questa mattina.

Il sindaco ha detto che se la pompa si è rotta, la colpa è della manutenzione dell’Aca che non basta. Di Baldassarre non è d’accordo: «Credo che nella storia dell’Aca, non sia quasi mai accaduto di aggiustare una rottura in 20 minuti. Quando sono arrivato io, nel 2013, gli impianti non erano dotati di teleallarme per il rilevamento dei guasti mentre adesso l’allarme c’è e funziona. Comunque, stavolta, la rottura ha interessato un quadro elettrico ed è stata provocata da un corto circuito, casuale e imprevedibile». Per la manutenzione delle reti idriche e fognarie, invece, l’Aca ha appena avviato un appalto da quasi 6 milioni di euro: «Prima», spiega Di Baldassarre, «il territorio di competenza dell’Aca, 64 comuni di Pescara, Chieti e una piccola parte del Teramano, era diviso in tanti lotti con tante imprese al lavoro. Adesso, invece, grazie a questo appalto rivoluzionario, abbiamo un unico interlocutore con circa 20 squadre sempre operative e altre 8 di emergenza con tempi di risposta da 6 a un massimo di 60 minuti. Il tutto a costi più bassi».

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