Guidone e l’incontro con Ronconi

21 Luglio 2014

La storia di una ragazza sempre in viaggio per realizzare il suo sogno di attrice

PESCARA. Un abbonamento in palestra in un posto qualsiasi lei, Lucrezia Guidone, se lo sogna. Perché oggi è a Pescara, domani a Roma, dopodomani a Milano, poi a New York e poi chi può dirlo. L'attrice emergente pescarese, fresca del successo della pellicola "Noi 4" di Francesco Bruni e premiata ieri col Pegaso d'Oro alla 41esima edizione del Premio Flaiano, da che ha deciso di voler fare l'attrice non si è mai fermata. Corre, gira, sogna e non smette mai di formarsi, con l'entusiasmo di una ventottenne che questo lavoro lo ha sempre sognato. Lo ha sognato sin da quando dopo la licenza, ha deciso di trasferirsi a Roma, per frequentare l'accademia di arte drammatica Silvio D'Amico ed ottenere il diploma.

Guidone, quali porte si sono aperte dopo l'accademia?

«Dopo i tre anni di formazione ed il diploma, sono partita per gli Stati Uniti. Volevo continuare a conoscere il mondo della recitazione, apprendere metodi e concetti. A New York ho approfondito il metodo Strasberg e la mia permanenza in America ha determinato una serie di riscontri positivi. Poi ho sostenuto un provino col regista Luca Ronconi, incontro fortunato dal quale oltre ad imparare e ad ottenere il privilegio di lavorare con una grande firma, sono nate collaborazioni».

Quanto il personaggio di Emma nel film Noi 4 la rispecchia e quanto invece è lontano da lei?

«I punti di contatto col ruolo che mi è stato assegnato sono tanti. Dall'amore per il teatro al carattere combattivo del personaggio. Ecco forse alcuni caratteri di Emma, le sue reazioni a determinate situazioni appartengono ad un'altra me, a una me di qualche anno fa».

Quale sfida le piacerebbe accettare, professionalmente parlando, nella quale non si è ancora cimentata?

«Vorrei lavorare ancora in America, coltivare la strada del cinema e magari accettare un ruolo lontano dal mio carattere. Fare, che so, il serial killer».

Riesce a gestire, in una vita con la valigia sempre pronta, gli affetti e la vita privata?

«Per il momento sì, riesco. Certo, per me è impensabile frequentare un corso nella palestra di una città, perché un giorno ci sono e l'altro no. Nel tempo libero studio, leggo, frequento stage. Amo anche molto la mia solitudine ma cerco sempre di preservare gli affetti».

Il Pegaso d'Oro lo riceve nella sua città.

«È un onore, ne sono felicissima. Un riconoscimento così prestigioso, che porta il nome di Flaiano, per me un mito, è quanto di più bello potessi sperare in questo momento. Ci tenevo ad esserci, con tutte le forze, e sono tornata dall'America per questa cerimonia». (pa.to.)

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