«Ha ucciso il vicino, perizia su Mucciante»

La procura chiede l’incidente probatorio per valutare lo stato mentale dell’assassino del muratore
PESCARA. Una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere e la pericolosità sociale di Roberto Mucciante, il 51enne arrestato per l'omicidio del vicino di casa, Salvatore Russo, muratore di 58 anni. La richiesta arriva dalla pm Valentina D'Agostino, titolare dell'inchiesta sul delitto, a seguito dell'istanza presentata il 17 maggio scorso dai due difensori di Mucciante, gli avvocati Gianluigi Amoroso e Clara Di Sipio, in cui si sollecita la richiesta di incidente probatorio. Una mossa prevedibile quella della difesa, che subito dopo l'interrogatorio dell'indagato aveva infatti dichiarato che stava «valutando eventuali istanze difensive». Un omone buono e forte, Salvatore, tre volte il suo assassino. Ma quella assurda mattina del 25 aprile scorso non ce l’ha fatta a difendersi, il vicino non gli ha dato tempo e modo: lo ha colpito con 38 coltellate, sferrate una dopo l’altra, nei locali del garage del palazzo dove vivevano, all'angolo tra via del Circuito e via Pian delle Mele, quasi al confine con Villa Raspa. Un delitto senza un perché, che ha sconvolto e lasciato senza parole familiari, amici e conoscenti perché il 58enne era una persona amata da tutti. Si era trasferito da Apricena, nel Foggiano, a Pescara, ed era un gran lavoratore, onesto e apprezzato. Sposato, padre di 4 figli e nonno di un nipotino, era bravo a fare e ad aggiustare tutto, aveva le mani d’oro. Una famiglia tanto unita e affiatata, quella di Salvatore, costretta da quel 25 aprile a convivere con un dolore straziante e senza fine. La pm che coordina le indagini dei carabinieri ritiene necessaria una perizia, che in sede di incidente probatorio dovrà accertare lo stato mentale dell’omicida. In particolare, i quesiti posti da D'Agostino mirano a stabilire se Mucciante «al momento dei fatti era per infermità in tale stato di mente da escludere ovvero, pur senza escluderla, da scemare grandemente, la capacità di intendere e di volere». Il consulente dovrà anche valutare se lo stato mentale del 51enne «sia, per infermità, tale da impedirne la cosciente partecipazione al procedimento» e se «sia da considerarsi soggetto socialmente pericoloso».
La parola passa ora alla gip Antonella Di Carlo: toccherà a lei accogliere ono l’istanza presentata dalla pm. I familiari del 58enne, assistiti dall'avvocato Andrea Cocchini, hanno sempre chiesto giustizia per Salvatore, un uomo buono vittima di una violenza assurda e inaudita.
Marianna Ventura

