Hanno ricevuto dosi 8 cittadini su cento

Segnali di ripresa. Ed è pronto l’accordo con i medici di base
Otto cittadini su cento in Abruzzo hanno ricevuto le dosi di vaccino. Lo dicono gli ultimi dati riferiti alla serata di ieri. Un primo risultato nella corsa contro il virus che non sembra dare tregua. Tutto questo mentre l’accordo con i medici di medicina generale sui vaccini è ad un passo. Come aveva preannunciato nella serata di martedì al Centro l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, dichiarando che entro 48 ore la Regione avrebbe presentato la bozza di intesa da sottoporre alla categoria con la speranza che si potesse convergere sulle intenzioni, l’atteso confronto c’è stato e le parti ora sono vicinissime.
IL VERTICE. A Pescara l’assessore Verì e le organizzazioni dei medici di medicina generale Fimmg, Snami, Smi e Intesa Sindacale hanno avuto un incontro con al centro della discussione il loro coinvolgimento attivo nella campagna vaccinale. La bozza di accordo predisposta dalla Regione è stata analizzata e discussa e su alcuni punti fermi l’intesa sembra essere stata raggiunta. Ma il documento dovrà essere approvato dalle sigle sindacali e recepito dalle Asl.
I PUNTI DELL’ACCORDO. L’intesa da raggiungere non è sul quantum dei compensi previsti, già fissati da accordi nazionali, ma sulle modalità operative della campagna vaccinale.
Ad esempio c’è stata convergenza sul fatto che i medici si occuperanno di censire, tra i propri assistiti, coloro che dovranno essere avviati prioritariamente a vaccinazione in conseguenza di un quadro clinico particolarmente delicato. È questo un aspetto che permetterebbe di fare un salto di qualità nella somministrazione delle dosi, essendo i medici di famiglia quelli che più di tutti conoscono il quadro clinico dei propri assistiti.
LE VALUTAZIONI. Andranno poi verificate le caratteristiche degli studi medici, che dovranno essere adeguati, con spazi separati per le somministrazioni e le successive attese dei pazienti.
Il medico di medicina generale, però, potrà anche operare in strutture messe a disposizione da altri soggetti (come i Comuni) utilizzando il proprio personale infermieristico o di studio. In queste sedi, identificate come punti di vaccinazione territoriale, l’organizzazione dell’attività vaccinale sarà di competenza delle Asl. «I medici», spiega l’assessore, «hanno mostrato grande disponibilità e apertura alle nostre proposte. A breve definiremo gli ultimi aspetti e sigleremo l’intesa in tempi strettissimi, a beneficio dell’intera comunità abruzzese».
LE PRIORITÀ. Tra la popolazione che si è prenotata per ricevere la dose anti Covid, nel frattempo, molti si chiedono con quali criteri vengono indicate le priorità delle persone da vaccinare appartenenti alla stessa categoria. In linea generale l’indirizzo dato dalla Regione per gli over 80 è di partire dai centenari per poi proseguire con i più giovani tra gli stessi anziani. Per la scuola, invece, la tendenza è quella di procedere per istituti comprensivi ed anche per situazioni di vicinanza alle zone rosse.
Ma gli indirizzi non rappresentano una regola, perché sono tante le variabili in gioco che rendono più o meno definita l’efficienza della campagna vaccinale. Dalla tipologia di persona che si va a vaccinare alle condizioni territoriali e di distribuzione della popolazione sul territorio. «Il criterio varia a seconda delle situazioni», conferma il referente regionale per le vaccinazioni, Maurizio Brucchi.
LE SOMMINISTRAZIONI. L’Abruzzo comunque si avvicina a quota 100mila somministrazioni. L’aggiornamento fornito dal ministero della Salute alle 19.30 di ieri parlava di 97.082 vaccinati. Questo significa che a breve si raggiungerà un primo traguardo: la vaccinazione di nove abruzzese su cento.
A fronte delle 129.950 dosi consegnate, la percentuale dei vaccini inoculati si attesta al 74,7%. È quasi identica alla media nazionale, che è del 75%. Nella speciale classifica l’Abruzzo si mette alle spalle Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto e si pone in scia di regioni come Lazio (76,4%) e Marche (76,8%). Delle oltre 97mila dose iniettate, 58.307 sono andate a donne, 38.775 a uomini. La fascia d’età più alta per vaccinati si conferma quella dai 50 ai 59 anni con 20.496 immunizzati, ma cresce anche quella degli ultraottantenni (18.645) e dei quarantenni (16.377) vaccinati tra 40 e 49 anni. Segue la fascia tra 60 e 69 anni (13.532) e dei 30-39 anni (12.476). Chiudono i giovani tra 20 e 29 anni (6.820 dosi), gli ultranovantenni (6.398), anziani tra 70 e 79 anni (2.286), ragazzi tra 16 e 19 anni (52).
LE CATEGORIE. Gli operatori sanitari e sociosanitari vaccinati sono quasi 50mila. Ieri sera l’Abruzzo toccava quota 48.381. Gli over 80 sono 20.610, mentre il personale non sanitario ammonta a 12.101. Restano più bassi i numeri relativi al personale scolastico (6.036) agli ospiti delle strutture residenziali (5.346) ed ai membri delle forze armate (4.608).

