«Ho preso a calci la porta per salvare quella pensionata»

31 Ottobre 2015

PESCARA. «C’era una puzza di fumo molto forte e poi si sentiva uno scricchiolio. Abbiamo capito che c’era un incendio e abbiamo contattato vigili del fuoco e carabinieri». Sono stati Maria Pia D’Avanz...

PESCARA. «C’era una puzza di fumo molto forte e poi si sentiva uno scricchiolio. Abbiamo capito che c’era un incendio e abbiamo contattato vigili del fuoco e carabinieri». Sono stati Maria Pia D’Avanzo ed Enzo Martella, l’altra notte, a lanciare l’allarme per l’incendio scoppiato nel palazzo di via di Sotto al civico 3/3. I coniugi Martella vivono al terzo piano, lo stesso dove si è sprigionato il rogo, e ieri mattina hanno atteso a lungo, sotto casa, l’esito del sopralluogo dei vigili del fuoco, per sapere se potevano rientrare nell’alloggio e capire cosa ne sarebbe stato di loro. La notizia di dover andare via è arrivata, ovviamente, come una doccia fredda.

Tra i primi ad accorgersi del terribile incendio gli inquilini del quinto piano, Nino Finamore e la moglie Anna Crocenzi, anche loro allarmati dal crepitio. «Mi sono affacciato», racconta Finamore, «e ho visto il fumo, dopodiché ho sentito una condomina del terzo piano che urlava e nel giro di poco sono sceso e ho provato a entrare nell’appartamento dove c’era l’incendio. Il citofono non funzionava, per cui ho preso a calci la porta ma non si è aperta, perché il calore l’aveva dilatata. Quando sono arrivati i soccorsi, la donna che era all’interno è stata tirata fuori ed è stata lei a raccontarci come sarebbero andate le cose», dice sempre Finamore. «Pare si sia addormentata sulla poltrona con lo scaldino acceso e quando si è alzata per andare a letto la televisione ha fatto una fiammata improvvisa e nel giro di qualche istante si è accorta che la casa stava andando a fuoco. Non voleva andare via, per salvare il suo gatto, che è stato recuperato».

Dopo aver saputo di non poter rientrare a casa, i condomini hanno manifestato una certa preoccupazione. «Dobbiamo sapere quanto tempo stare fuori, per organizzarci. Dove andremo in questi giorni? Non tutti hanno dei parenti qui. Il Comune ci aiuti».