«Ho sentito gli spari e sono corsa via»

2 Agosto 2022

Testimone di appena 12 anni racconta il dramma: quell’uomo aveva il casco e i vestiti neri

PESCARA. «Ho visto arrivare un uomo con il casco, era vestito di nero. È arrivato da via Ravasco e ha sparato». Ha solo 12 anni una delle testimoni che ha assistito all’agguato di ieri sera, mentre nel Bar del parco c’erano diverse persone, anche bambini e giovanissimi. «I due uomini a cui hanno sparato avevano chiesto delle pizze, erano insieme», racconta la ragazzina che d’istinto si è allontanata da lì, dopo gli spari. «Sono fuggita, mi sono diretta verso casa, non lontano dal bar», continua la dodicenne che ha sentito solo «due colpi». È turbata, è difficile non pensare a quello che è successo, e al suo fianco c’è la madre che l’ha raggiunta appena possibile. La donna è una delle tante persone arrivate in fondo a via Ravasco per capire, per rendersi conto. Nessuno riesce a credere che sia accaduta una cosa del genere a Pescara, in quella zona, fino ad oggi tranquillissima. E, soprattutto, che sia accaduto in una zona piena di bambini.
Le ragazze che erano lì, nell’area aperta del bar, nei pochi metri dove si è consumata la tragedia, sentendo i colpi di pistola «si sono nascoste sotto ai tavoli». Erano terrorizzate, e lì sono rimaste fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Di lì a pochissimo, infatti, è cominciato un via vai di sirene e davanti al bar si sono concentrate le pattuglie della polizia e le ambulanze del 118, per soccorrere i due, ma per uno di loro non c’era più niente da fare: è morto lì, davanti al bar. L’altro, invece, è stato trasportato in ospedale sotto gli occhi dei curiosi che si sono radunati in strada e sulla strada parco e di chi si trovava nel locale di fronte, Kidland Viking, dove c’era una festa con tanti bambini. Si sono sentiti distintamente, anche lì, i colpi di arma da fuoco e un po’ alla volta chi era in quegli spazi è uscito per rendersi conto. Ma non tutti hanno pensato a dei colpi di pistola veri. «Vengo sempre qui», ha raccontato un cliente, «e la prima cosa che ho pensato è stata che potessero essere i colpi esplosi dai bambini, mentre giocavano. Ho visto gli altri uscire dal locale e poi ho scoperto cos’era successo» ma l’assassino era già lontano con il suo scooterone e in città era aperta la caccia all’uomo, con una serie di posti di controllo tanto in centro quanto in periferia. (f.bu.)